leva obbligatoria
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L’Italia, il primo luglio del 2005, dice addio al servizio di leva obbligatorio. Solo i volontari potranno svolgere la leva militare

Dall’Unità d’Italia e fino al primo luglio del 2005 il servizio di leva militare è stato obbligatorio. Uno strumento importante per l’unificazione degli italiani

La leva obbligatoria come strumento di unificazione 

«Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani», questa la celebre frase attribuita al politico Massimo d’Azeglio. Uno degli strumenti utilizzati per raggiungere questo nobile intento è stato appunto la leva obbligatoria. 

Per un periodo di tempo obbligatorio, che è andato cambiando nel corso del tempo, coscritti da tutta Italia venivano inviati nei distretti militari e da questi assegnati alle diverse unità di competenza.  

In questo modo, gli italiani iniziarono a conoscere il paese nel quale vivevano. 

Controlli medici necessari

In tempi nei quali era più difficile andare dal medico, svolgere il servizio di leva obbligatorio permetteva di ottenere delle visite mediche gratuite, soprattutto per quanto concerneva l’apparato riproduttivo maschile. 

La naja 

La leva obbligatoria è conosciuta anche come naja, come mai? Fu usato per la prima volta durante la Prima Guerra Mondiale, nel territorio veneto. 

Deriverebbe, così, dal dialetto veneto “te-naja” ed avrebbe il significato dispregiativo di tenaglia, morsa, stretta. Questo per indicare una persona allontanata, con la forza, dai propri cari per sottomettersi alle autorità militari. 

Perché il servizio militare non è più obbligatoria?

Sono tanti i motivi addotti per la fine della leva obbligatoria (legge 23 agosto 2004, numero 226). 

Tra questi ultimi possiamo ricordare, ad esempio: l’obbligatorietà di questo servizio; il sessismo implicito nella non obbligatorietà per le donne; i diversi casi di nonnismo occorsi alle reclute, colpite dai soldati di più anziano servizio.