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Era il 14 maggio del 1796 quando il britannico Edward Jenner somministrò la prima efficace vaccinazione anti-vaiolo 

Ricordare oggi, 14 maggio, la riuscita vaccinazione anti-vaiolo rappresenta una speranza per superare indenni il Coronavirus

Non dimentichiamoci che fino all’innovativo metodo utilizzato dall’inglese Edward Jenner (1749 – 1823), il vaiolo aveva rappresentato una malattia mortale per milioni di persone. 

Un caso realmente incredibile

E’ incredibile che si debba la vaccinazione contro il vaiolo al britannico Jenner

Diciamo questo perché lui stesso contrasse il vaiolo da piccolo. Malattia che gli lasciò delle condizioni di salute precarie, tanto da impedirgli di andare a studiare la medicina a Oxford

Proprio a quest’uomo il Destino attribuì il ruolo da Protagonista nel debellare questo terribile male. 

Una intuizione geniale 

Una cura al vaiolo c’era ed era la variolizzazione o la vaiolizzazione: si inoculava nel paziente del materiale organico tratto da persone non malate gravemente di vaiolo. 

Non sempre funzionava e questa situazione era un problema molto grave. 

Jenner, durante i suoi studi sul vaiolo, notò che chi mungeva era generalmente immune dal vaiolo. Perchè? Il medico britannico intuì che i mungitori diventavano immuni grazie al passaggio dalla mucca all’uomo del vaiolo bovino (malattia simile al vaiolo, ma molto meno virulenta). 

14 maggio 1796: la vaccinazione anti-vaiolo

La prima vaccinazione con il nuovo metodo avvenne il 14 maggio 1796 su un bambino di 8 anni, James Phipps, figlio del giardiniere di Edward. 

Quest’ultimo applicò sul ragazzino del pus estratto dalle vesciche vaiolose di Sarah Nelmes, una lattaia che aveva contratto il morbo da una mucca (il suo nome era Blossom). 

L’inoculazione avvenne su entrambe le braccia (cosa non comune). Dopo un poco di febbre, il medico cercò di far di nuovo contrarre il vaiolo al bambino per capire se l’esperimento era andato bene. 

Il piccolo non ebbe più il vaiolo in vita sua. La medicina aveva fatto passi da gigante.