Gdpr, day off 25 maggio
Gdpr, in arrivo il 25 maggio
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Ebbene sì la data del 25 maggio rappresenta una sorta di Day Off per il GDPR e ha anche un che di cabalistico data l’assonanza di Manzoniana memoria

A quanto pare la sicurezza dei dati è un argomento che in questi ultimi giorni ha assunto proporzioni internazionali visto lo scandalo Facebook – Cambridge Analytica finendo per smuovere le coscienze economiche che vedono una reale minaccia alle economie basate sulla diffusione e manipolazione dei dati.

In realtà ci si era già accorti in passato della fragilità del sistema dovuto a regole incerte e soprattutto non condivise.

Il Regolamento emanato dal Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/ vede nel 25 maggio l’ultima data utile entro cui aderire al GDPR.

Il 25 maggio è la data ultima entro la quale gli stati membri possono intervenire proponendo regole interne che non possono e non potranno non tener conto del GDPR

Stiamo parlando di un Regolamento e non di una direttiva come quella che ha poi generato il Codice della Privacy, questo è un Atto legislativo vincolante, immediatamente applicabile in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea: per intenderci in questo momento se qualcuno si sentisse violato potrebbe tranquillamente adire alle vie legali e invocare questo regolamento i cui effetti sono già esecutivi.

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La novità che riguarda aziende e privati sta nel fatto che il Dato viene elevato a rango di Bene giuridico

L’immensità di bit di codici e stringhe non è più un etereo universo in cui i cibernauti possono tracciare rotte liberamente, il dato è un patrimonio individuale, un bene la cui disponibilità resta al proprietario dello stesso che può appunto disporne e alienarlo secondo regole ben precise.

In particolare, bisogna abbandonare l’equivalenza Privacy = Dato sensibile

Con questo regolamento tutte le aziende devono imparare a convivere con la realtà che i dati che questi utilizzano hanno un proprietario e come tutte le proprietà sottendono anche alle leggi di diritto civile e penale oltre che amministrativo.

Chiaro che in prima battuta saranno preoccupate tutte le aziende che per un motivo di marketing, commerciale o solamente statistico utilizzano i dati di un privato cittadino dovranno uniformarsi a questo regolamento; ma essendo pervasivo rispetto alle dinamiche aziendali, il dato potrebbe essere violato anche da aziende che non trattavano i dati sensibili.

Esistono, inoltre, altri problemi di carattere gestionale e logistico quando si parla di portabilità del dato, di diritto all’oblio, di trasferimenti internazionali dei dati…insomma ce n’è per tutti i gusti.