An abused woman trying to defend herself
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Puntuale come il giro delle lancette sul quadrante torna alla memoria la giornata internazionale per ricordare che esiste ancora troppa violenza contro le donne, l’immotivata “diversità di genere”.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) evidenzia percentuali che non sono completamente veritiere, perché manchevoli del taciuto, dell’induzione ricattatoria al silenzio.

Eppure il numero 1522, numero antiviolenza, nel primo periodo del lockdown da covid19 ha ricevuto migliaia di telefonate, con aumento di percentuali di oltre il 25% da quando è stato istituito. Sono ancora troppe le donne che vedono indirizzare sul loro corpo e sulla loro emotività, svariate forme e tipologie di violenza.

Varie città, associazioni, scuole e università hanno organizzato flash-mob, le università, pur costrette a webinar on line causa covid; il messaggio forte è che non hanno alcuna intenzione di tacere.

Impazza l’hashtag #nonstozitta perché è giusto che l’eco possa raggiungere anche il più debole pensiero.

È giusto e doveroso che i futuri uomini di domani, soprattutto quelli che hanno visto profondere irrazionale violenza su una donna, sulla sorella, sulla madre, percepiscano che i parametri della violenza sono sintomo di insicurezza, di incapacità emotiva, di totale assenza dei codici primari della comunicazione relazionale.

NESSUNO POSSIEDE NESSUNO

Se anche solo una parola riuscirà a destare e stigmatizzare la paura e la rabbia repressa in favore di una mano tesa per donare una carezza dove fino a poco tempo prima vibrava la forza di un pugno, si sarà risvegliata l’autoconsapevolezza scomposta di un futuro migliore.

Devono assolutamente essere messe al bando frasi gridate con odio e veemenza inneggianti: “te la sei cercata” “senza di me tu non sei nulla, tu sei sporca” volte ad annientare il substrato delle emozioni di una ragazza o di una donna.

CREDO NELL’AMORE…

CREDO NELL’AMORE Sono Sara ho 15 anni e mi piace la vita e ciò che la colora.

CREDO NELL’AMORE Ho conosciuto un ragazzo bellissimo, ha due occhi come le foreste d’inverno.

CREDO NELL’AMORE Michele ha 18 anni, mi sono innamorata di lui, le giornate con lui sono piene di risate di attenzioni di cose che mi fanno sentire importante.

CREDO NELL’AMORE con Michele stiamo guardando il cielo colorarsi di mille luci, l’aria è fredda come è giusto che sia a Capodanno, le sue braccia a proteggermi sono come un dolcissimo e caldissimo peluche.

CREDO NELL’AMORE sono passati sette mesi da quando sto con lui. Oggi Michele mi ha rimproverato con un tono di voce che mi ha gelata, non credo di averlo mai sentito parlare così, ha trovato una scusa per dire che faccio la stupida con i suoi amici, come se volessi provarci con ognuno di loro. Io ci ho provato a dire che non era vero, che i miei occhi non si sarebbero mai posati su nessun altro ragazzo che non fosse lui. Per lui ho rinunciato ai miei amici, perché più piccoli e stupidi, non ho segreti lui accede al mio profilo face book, a telegram, al mio cellulare in genere, dice che lo fa per un senso di protezione per proteggermi perché sono troppo carina e non passo inosservata. A volte mi sento soffocare, ma poi penso che ha ragione lui, non ha senso che lo faccia arrabbiare e che se gli altri mi guardano è perché senza volere lancio dei messaggi sbagliati.

CREDO NELL’AMORE Da un po’ ho perso la voglia di ridere alla vita, Michele dice che se rido senza di lui vuol dire che lui non mi basta e che cerco negli altri ragazzi ciò che mi potrebbe rendere felice e questo lo fa arrabbiare. Oggi glielo dico che se continua a farmi sentire così io non riesco più ad amarlo.

CREDO NELL’AMORE Lo guardo, il mio Michele, è sempre su quei social, è sempre più lontano da me, dice che lo fa per farmi capire che io senza di lui sono zero, i suoi occhi che prima mi sembravano verdi come foreste, ora sono neri come la pece, come un lenzuolo di cielo nero, a cui hanno rubato tutte le stelle. Non riesco a trovare il coraggio di dirglielo che non merito tutto questo, perché se non mi abbraccia, sono io che non riesco a farmi abbracciare, chissà magari se inizio a fare come dice lui aprendo le finestre potrei rivedere quel sole che mi scaldava il cuore.

CREDO NELL’AMORE Sono passati dieci giorni. Ho detto a Michele che avevo bisogno di prendere fiato, gliel’ho detto tutto d’un fiato perché sennò mi moriva in gola, che mi serviva una pausa, che avevo bisogno di vedere anche gente della mia età. È andato su tutte le furie, mi ha dato uno schiaffo che ancora brucia sulla mia guancia, ha cominciato ad uscire un rivolo di sangue dal naso, sono stordita, ho il cuore a quindicimila battiti, scoppia nella testa, sento solo da lontano le sue urla piovermi addosso “Hai visto cosa mi hai fatto fare?” “Sei una ragazzina stupida che crede di essere donna” “Tu non sarai mai una donna non hai nulla per essere una donna con la D maiuscola, non so perché sto qui a perdere tempo con te quando fuori le donne fanno la fila per stare solo abbracciate a me”. Non è la prima volta che Michele è violento, mi ha anche storto il polso sbattendomi contro la parete perché in uno scatto di nervi gli chiedevo scusa se avevo sbagliato e che non avrei fatto più. Devo comprenderlo, devo capire che sbaglio.

CREDO NELL’AMORE ho un livido sulla faccia che va dall’occhio sinistro fino a sotto il mento, non riesco a bere né a masticare, fa male; guardo il soffitto e le lacrime scendono senza che io possa fermarle, ho detto ai miei che resto a casa di una mia amica per qualche giorno che stiamo studiando insieme per le verifiche del trimestre. In verità, sono da Sandro il mio migliore amico, l’unico che non mi ha mai lasciato sola e ch e non aspettava altro che prendessi questa decisione. In verità è venuto con la sua station wagon ha lanciato i miei panni nel portabagagli e mi ha urlato adesso basta. Sono diventata bugiarda, sto imparando ad esserlo anche con me stessa.

CREDO NELL’AMORE Michele è fuori dalle mie giornate, è con i suoi amici, ride e scherza, pubblica tante foto con ragazze. Io invece respiro. Ho paura di ritrovarmelo davanti. So che parla di me definendomi donnaccia, usando altri termini. Non mi ferisce neanche più, ho tanto tempo per ricostruire il mio orgoglio fatto in un puzzle infinito.

CREDO NELL’AMORE tra qualche giorno diventerò maggiorenne, non mi interessa più nulla di Michele, ma non ho voluto altre braccia attorno alle mie spalle, non ho voluto che da altre mani potesse partire uno schiaffo sul mio viso che arrivasse fin dentro l’anima a pugnalarla come un iceberg.

CREDO NELL’AMORE credo che ogni ragazza abbia tutto il diritto di essere amata perché è l’altra metà del mondo, sono entrata a far parte di un’associazione contro il silenzio e gli abusi sulle donne. Le prime volte mi hanno chiesto di parlare, mi sono sentita un po’ come all’alcolisti anonimi, ho vuoti dentro me stessa che devo imparare ad arredare di nuovo, sono le stanze della mia anima che solo io posso far rivivere, tendere la mano è chiedere aiuto non è debolezza è consapevolezza e certezza che la fune della vita è più difficile da spezzare.

CREDO NELL’AMORE per la prima volta ho accettato che Sandro mi sfiorasse le guance con le sue labbra, dopo tanto tempo il cuore ha fatto un tonfo, come una vecchia locomotiva a vapore, nuvole bianche riempiono il cielo e sulle rotaie di altri giorni riparte la vita.

Racconto breve, scritto di getto per l’occasione, da Irene Sparagna