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Sempre più aziende ricercano la fantasia e la capacità di fare squadra tipiche dei gamer

Trovare lavoro oggi e salvarsi dalla crisi occupazionale? Facile: basta dedicare più tempo ai videogiochi. Avete capito bene: non solo bambinoni, sociopatici o scansafatiche, i gamer vanno guadagnandosi una credibilità diversa. Specie presso le aziende a caccia di talenti.

L’intervista

Lo rivela al sito Wired.it Mario Manfredoni, direttore generale Italia, Grecia, Cipro e Malta del colosso hi-tech Juniper Networks: «Un appassionato di videogiochi è una persona che ama le situazioni ad alto stress, estremamente dinamiche e soprattutto che vive l’azione in prima persona. Si potrebbe pensare che sia solo l’istinto a guidare le sue scelte. In realtà i giochi sono molto realistici e richiedono analisi attente e precise, strategia e prontezza, molta prontezza. Non solo, i gamer sono persone abituate a lavorare in team, condividendo piani e tattiche e coordinandosi tra loro per il raggiungimento di un obiettivo comune». Sembra, dunque, che per un’azienda come la Juniper Networks assumere un gamer sia una mossa strategica: addirittura, una furbata!

Lavorare collaborando

L’intrattenimento videoludico forma oggi professionisti dalle qualità molteplici: fra queste, particolarmente importante per le aziende risulta essere la capacità di fare squadra. Secondo Manfredoni, è proprio attraverso la diffusione di una cultura nuova, basata su contesti professionali collaborativi, che avviene la trasformazione del mondo del lavoro. Il direttore aggiunge: «Se consideriamo che il mondo occupazionale di oggi è caratterizzato dalla cooperazione e dalla competizione tra loro di diversi attori con molteplici e differenti missioni – basti pensare a coloro che sviluppano una tecnologia, chi la integra, chi la supporta e alla fine che la utilizza –, è facile intuire come un gamer possa avere quella marcia in più che facilita un’azienda a emergere nel mercato».

Fantasia e prontezza

I gamer, dunque, non hanno più bisogno di nascondersi per paura di dare una brutta impressione. Oggi si giovano di una rivalutazione da parte delle aziende “smart”, che ne apprezzano qualità (sviluppate alla console) come dedizione e organizzazione. Mandredoni è sicuro di quello che cerca nei candidati durante i colloquii di lavoro: «Fantasia, prontezza, voglia di fare la differenza, proattività e reattività agli stimoli e non da ultimo, la capacità di imparare dai propri errori. Se ripenso quindi a un videogiocatore, si tratta di capacità che devono possedere quasi naturalmente».

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I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.