Come già sta accadendo in Cina, anche a Londra si stanno conducendo dei test per il miglioramento dell’utilizzo del riconoscimento facciale a fini di polizia.
Come già sta accadendo in Cina, anche a Londra si stanno conducendo dei test per il miglioramento dell’utilizzo del riconoscimento facciale a fini di polizia.
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Come già sta accadendo in Cina, anche a Londra si stanno conducendo dei test per il miglioramento dell’utilizzo del riconoscimento facciale a fini di polizia

Il riconoscimento facciale è utilizzato da qualche anno ormai per i più disparati usi: da chiave di accesso a stanze blindate fino ad arrivare al noleggio di un auto. Tra questi utilizzi ve ne è uno in particolare che potrebbe modificare completamente la lotta al crimine (ma anche la nostra privacy), andando di pari passo con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.

La lotta al crimine passa per il riconoscimento facciale

Il riconoscimento facciale è un ottimo strumento per individuare e arrestare pericolosi criminali, mafiosi e terroristi. Proprio per questo motivo nella capitale della Gran Bretagna si terrà in questi giorni un test di videosorveglianza interamente impostato su questa innovativa tecnologia.

Tramite i circuiti di videosorveglianza di esercizi commerciali, di banche e di palazzi pubblici e privati è possibile creare una rete interconnessa alla centrale del Metropolitan Police Service grazie alla quale sarà possibile organizzare un programma di osservazione e di controllo della massima intensità.

Londra al centro di un test fondamentale

Questo primo test di riconoscimento facciale riguarderà, in particolare, la zona di Piccadilly Circus, Leicester Square e Soho. Per evitare problemi di violazione di privacy, le autorità di polizia hanno previsto la distribuzione al pubblico di volantini esplicativi.

È stato previsto dalle autorità che, in caso qualcuno rifiuti di farsi riprendere e scansionare, questi ultimi non saranno oggetto dell’esperimento.

Cosa ci si aspetta da questo test?

Come hanno già avuto modo di comprendere i cinesi, più un software acquista informazioni più aumentano le sue capacità. Questa prima sperimentazione ha proprio l’obiettivo di migliorare la tecnologia esistente.

Attualmente, infatti, il riconoscimento facciale presenta diverse pecche soprattutto perché ci sono ancora diversi errori di identificazione da parte dell’Intelligenza Artificiale.

Certamente la strada per la lotta al crimine è ancora tutta in salita.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.