A Mestre nasce il Museo Novecento
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Si terrà il prossimo 1 dicembre a Mestre il taglio del nastro del Museo Novecento (M9), in cui sarà possibile rivivere le principali vicende del secolo scorso mediante le nuove tecnologie

Prende forma a Mestre una nuova idea di raccontare il passato attraverso gli strumenti offerti dalla tecnologia. Il prossimo 1 dicembre, in un edificio ultramoderno progettato e realizzato nella cittadina veneta dallo Studio Berlinese Sauerbruch Hutton, sarà inaugurato ufficialmente il Museo Novecento (M9) nel quale, attraverso un’esperienza “immersiva”, il visitatore potrà rivivere i principali fatti e conoscere aspetti poco noti e curiosità relativi al ventesimo secolo.

Non tradizionali cimeli ma un nuovo modo di rivivere il passato…

L’innovatività del Museo Novecento di Mestre consiste nel fatto che non saranno esposti cimeli, stampe ed altri oggetti che solitamente si vedono nelle tradizionali mostre di natura storica. La sua intelaiatura, infatti, sarà totalmente virtuale e basata sull’intreccio di diverse esperienze multisensoriali messe a disposizione del visitatore. Un grande impatto a livello emotivo sarà sicuramente determinato dalla riproduzione delle voci dei soldati nascosti nei rifugi antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Inoltre, il visitatore potrà essere catapultato in una delle principali piazze d’Italia per ascoltare un discorso di Mussolini o di altri noti personaggi politici del dopoguerra oppure per prendere parte a scioperi e manifestazioni sindacali degli anni Sessanta e Settanta. Le otto sezioni che costituiranno l’allestimento permanente del Museo Novecento di Mestre saranno inoltre corredate da videoproiezioni e pannelli interattivi dove sarà possibile ricomporre, come in un puzzle, la storia di un secolo e delle sue contraddizioni.

Spazio anche per le mostre temporanee

Alla struttura permanente del nuovo museo di Mestre si affiancherà una specifica sezione per le mostre temporanee che sarà collocata in un’ampia sala di circa 1500 metri quadri. La prima in programma è una raccolta di scatti fotografici dal titolo “L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore”. Curata da Casa dei Tre Oci-Civita Tre Venezie ed inaugurata ufficialmente il prossimo 22 dicembre, l’esposizione sarà impreziosita, infatti, da opere molto conosciute, come ad esempio “Morire di classe” di Gianni Berengo Gardin e “Mafia a Palermo” di Letizia Battaglia.

Un museo pensato come “casa degli italiani”

Nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa, il direttore del Museo Novecento di Mestre, Marco Biscione, ha messo in risalto l’assoluta novità rappresentata dal suo allestimento permanente in quanto, forse per la prima volta in Italia, “la multimedialità è messa al servizio di un progetto culturale per riuscire a comunicare agli italiani, e non solo, il loro essere e il loro divenire”. Per la realizzazione del Museo, definito dallo stesso Biscione “casa degli italiani”, sono stati spesi dall’ente curatore (la Fondazione Venezia) circa 100 milioni di euro, somma che si accompagna ad ulteriori finanziamenti previsti per la riqualificazione dell’intero centro storico di Mestre.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.