Un ritratto infantile di Ada Lovelace
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In preparazione alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del prossimo 25 novembre, ecco una breve biografia di Ada Lovelace, ritenuta come la prima studiosa ad aver progettato il funzionamento di un personal computer

La tecnologia ha potuto beneficiare, nel corso del suo sviluppo, del prezioso contributo di molte donne, spesso poco conosciuto e valorizzato. Un personaggio considerabile come la prima programmatrice di pc è sicuramente Ada Lovelace, nota perlopiù nei libri di storia per ragioni di “gossip”: è stata, infatti, l’unica figlia riconosciuta ufficialmente dal famoso poeta britannico Lord Byron.

La passione per la matematica, una costante dall’infanzia sino alla maturità

Ada Lovelace nacque a Londra il 10 dicembre 1815 dall’unione tra il poeta George Gordon Byron e la scienziata Anne Isabella Milbanke. La figura della madre costituì per la futura studiosa sin dall’infanzia un importante punto di riferimento in quanto il padre la abbandonò pochi mesi dopo la sua nascita, evitando di conoscerla nonostante il riconoscimento ufficiale. Da Mrs Milbanke Ada ereditò anche la grandissima passione per la matematica, disciplina verso la quale fu indirizzata anche per evitare possibili contatti con Lord Byron.  La giovane ebbe, durante la sua formazione, diversi precettori, tra cui Augustus De Morgan, il quale la indusse a proseguire i suoi studi anche dopo il matrimonio con William King-Noel, meglio noto come conte di Lovelace, dal quale prese poi definitivamente il cognome sino alla morte.

I contatti con Babbage e Menabrea

L’assiduo interesse per la matematica portò Ada Lovelace a conoscere lo scienziato Charles Babbage, il quale si stava cimentando negli anni Quaranta dell’Ottocento in una serie di esperimenti sulla prima macchina analitica e rimase talmente affascinato dalle sue capacità da definirla come l’”Incantatrice dei Numeri”. Altro importante personaggio con cui ebbe una fitta corrispondenza fu Federico Menabrea, del quale tradusse in inglese un trattato sul funzionamento della macchina di Babbage, aggiungendo alcune sue integrazioni particolarmente gradite dal matematico italiano. Ada, infatti, riteneva che tale dispositivo potesse essere “programmato”, avendo caratteristiche simili alle attuali “intelligenze artificiali”. Nelle note al volume di Menabrea, pubblicate quasi un secolo dopo la sua morte, la studiosa inglese aveva descritto una macchina funzionante attraverso un software ed una sorta di algoritmo basato sui “numeri di Bernouilli”: in base a questi aspetti, Ada Lovelace può essere ritenuta dunque la prima donna ad aver programmato un computer.  Sempre dalle note riportate nella traduzione del saggio di Menabrea, emergono infine ulteriori indicazioni della studiosa in merito all’elaborazione di una seconda più evoluta macchina analitica.

Una morte prematura

Amante della musica ed in particolar modo del piano, Ada Lovelace contrasse un tumore all’utero all’età di 36 anni: una tremenda malattia che ne causò precocemente la morte, avvenuta il 27 novembre 1852. Nonostante la sua vita non molto lunga, Ada Lovelace è comunque riuscita a dare al mondo delle scienze matematiche e della tecnologia alcuni input di grandissima utilità per il prosieguo degli studi successivi.

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.