Un passo in avanti verso il risparmio energetico. Le finestre a ventilazione meccanica rimpiazzeranno i condizionatori
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Un passo in avanti verso il risparmio energetico. Le finestre a ventilazione meccanica rimpiazzeranno i condizionatori

Afa e caldo non danno tregua al nostro paese. L’uso smodato dell’aria condizionata sicuramente peserà sul bilancio di molte famiglie. Rendere eco-sostenibili le abitazioni può essere molto caro. La finestra a ventilazione meccanica controllata è un’innovativa tecnologia in grado di assicurare un ambiente salubre e al tempo stesso garantire un cospicuo risparmio per la spesa di riscaldamento e climatizzazione.

Come funzionano le finestre a ventilazione meccanica controllata?

Gli impianti di ventilazione meccanica controllata, detti anche Vmc, le stanze vengono aerate secondo le esigenze, in modo confortevole e all’insegna dell’efficienza energetica. Il sistema in pratica forza il ricambio di aria e agisce sia sulla regolazione dell’umidità che sulla formazione di muffe, ed è in grado di filtrare l’aria da pollini, allergeni ed inquinamento.

Grazie al ricambio d’aria controllato è possibile d’inverno evitare la dispersione di calore di circa l’86%, garantendo una casa calda ma con aria sempre pulita. In estate, invece, soprattutto durante le ore notturne, le finestre sfruttano il cosiddetto “effetto camino” per combattere il caldo in casa. La differenza di temperatura interna ed esterna fa sì che si creino correnti che permettono l’ingresso dell’aria più fresca e l’uscita di quella più calda.

L’esperto di costruzioni Nzeb, Massimo Carosso, , elenca i pregi di questi nuovi sistemi “Uno dei vantaggi di ventilare gli spazi indoor è la possibilità di arieggiare in modo continuo senza disperdere calore” il modo più efficiente sarebbe quello di realizzare un impianto centralizzato, purtroppo però “Per ciò che riguarda le ristrutturazioni, spesso un sistema centralizzato non può essere impiegato, perché nell’edificio vecchio non c’è lo spazio per installare le canalizzazioni. Esistono però soluzioni decentralizzate, che rappresentano un buon compromesso”.

Una casa energeticamente efficiente

L’acronimo Nzeb sta per Nearly Zero Energy Building e viene utilizzato per definire un edificio il cui consumo energetico è quasi pari a zero. Caratteristica peculiare di questi edifici è il bassissimo impatto che hanno sull’ambiente, dal punto di vista energetico i consumi sono molto bassi. La normativa europea di riferimento è la direttiva EPBD del 2010 (2010/31/UE), la quale prevede che tutte le nuove costruzioni debbano aver il minor impatto ambientale possibile, quanto in essa stabilito è diventato obbligatorio a partire dall’anno scorso per gli edifici pubblici e dal 2021 per edilizia privata.

La suddetta direttiva è stata recepita ne nostro paese dal d.l. 63/2013, poi convertito in l. 90/2013, tuttuvia molti aspetti della normativa comunitaria non erano stati adeguatamente trattati, tant’è che nel 2015 c’è stato bisogno di un ulteriore intervento normativo, il D.M. del 26 giugno 2015, più comunemente conosciuto con il nome “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”. Il decreto definisce le caratteristiche basilari affinché un edificio possa in quelli a consumo energetico pari a zero.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.