Profilo Twitter di Ruby Seal
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La madre rivela che la giovane adolescente soffrisse di dipendenza da social network

È successo a Carlisle, una cittadina a nord-ovest dell’Inghilterra. Ruby Seal, un’adolescente di soli 15 anni, si è tolta la vita inaspettatamente, perché vittima di dipendenza da social. I fatti, che risalgono al febbraio 2017, sono tornati a galla per via degli appelli della madre della giovane vittima, che si sta battendo affinché gli adolescenti limitino l’uso di queste piattaforme.

Social Network

Ossessione per i social network

Quando Ruby ha deciso di togliersi la vita era in casa con le sue sorelle più piccole. Sono state proprio loro a rinvenire il corpo della ragazzina senza vita, un trauma, come afferma la madre, che tarderà a svanire. L’ossessione per like e commenti era divenuta chiara ed evidente in Ruby. Pare che passasse gran parte della sua giornata chiusa in casa, sempre impegnata a pubblicare e controllare i suoi profili Instagram, Snapchat e così via. Un lento isolamento che convogliava nella paura di non piacere a nessuno, esclusivamente perché i like ai propri post non erano abbastanza. E il tutto è proseguito fino al suo ultimo post, assolutamente sconcertante, con il quale la ragazza minacciava di uccidersi. E così è stato.

Le parole della madre

Dopo la morte di Ruby, la sua famiglia, distrutta, si è impegnata in una serie di campagne di sensibilizzazione. La madre, Julie, ha dichiarato di aver notato segnali molto forti di dipendenza da social, provando a staccare la connessione wi-fi o sequestrarle il cellulare. Ma nulla era bastato. “È facile dire togli il telefono a tua figlia, ma non è così semplice. Anche le piattaforme social devono assumersi le loro responsabilità. Nessun bambino deve perdere la vita perché ha preferito vivere in una vita virtuale e non in quella reale” ha commentato la donna. “Sono sicura che se i social media non fossero esistiti Ruby sarebbe ancora con noi”.