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Assistere le persone ammalate in casa propria, nel proprio ambiente familiare, tra le persone che amano, tra gli odori e i sapori che tanto rassicurano colui o colei che si sente estremamente fragile nella malattia, offrire loro dei servizi socio-assistenziali è una pratica che ridà ad una Sanità Italiana tanto in crisi un volto molto più umano.

Per assicurare tutto ciò è nata L’A.D.I. o più chiaramente L’Agenda Digitale Italiana.

Il Ministro dello Sviluppo, insieme con quelli della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, dell’Istruzione, e dell’Economia hanno permesso la sua nascita con un il decreto “primo marzo 2017”.

Le misure per la Sua applicazione

Le misure per la sua applicazione sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale in autunno con il Decreto legge del 18 ottobre (n. 179) convertito in legge in questi giorni dal Parlamento. Questa importante iniziativa è stata realizzata in seguito agli accordi presi in sede Europea che sono stati presentati nel 2010, stati sottoscritti da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea stessa.

Ad introdurre nel nostro ordinamento i principi dell’Agenda digitale europea e stato il decreto che è effettivamente divenuto legge in questi giorni, si è così  deciso di condividere le indicazioni europee.

 Questa iniziativa dell’Unione mira a incentivare l’innovazione tecnologica come strumento per rilanciare la crescita e lo sviluppo dell’Europa stessa.

Da tempo in Italia, da parte di chi si occupa di Internet, era attesa questa legge. Essa parte da principi che, seppur generici non saranno semplici da mettere in pratica.

Mercato Digitale Unico

Ogni Stato si è impegnato a recepirla nel proprio ordinamento: introdurre diversi principi tra i quali quello di un “mercato digitale unico” che sia basato sulla interoperabilità, che è la capacità di due o più sistemi, di scambiare informazioni tra loro e di essere poi in grado di utilizzarle, cioè in grado di dialogare fra loro e di utilizzare dati senza problemi di compatibilità.

Per la sua attuazione l’Agenda Digitale europea si basa su “sette pilastri” ed sull’elenco di più di cento azioni da mettere in pratica per essere realizzata.

Da tempo analisti e rapporti economici indicano che in Italia sono investite poche risorse nello sviluppo delle nuove tecnologie in genere, e precisamente   nelle telecomunicazioni (TLC).

 L’Italia investe meno del 2 per cento del proprio prodotto interno lordo nelle TLC contro il 3,5 per cento degli Stati Uniti, secondo l’ultimo dossier della Banca Mondiale.

Si parla di iniziative per circa 2,5 miliardi di euro per il primo anno di investimenti nel progetto.

L’Agenda digitale ha come obiettivo il recupero del tempo perduto e il ministero dello Sviluppo a pieno regime, il governo parla della produzione di circa 4,3 miliardi di euro e di 54mila nuovi occupati permanenti e 19mila occupati durante la fase della spesa.

Alla luce dell’imminente fine del governo e dell’incertezza politica che seguirà nei prossimi mesi, non sono ancora del tutto chiari i tempi per la realizzazione dei primi progetti. Le prime iniziative saranno gestite da una “cabina di regia”, che sarà poi sostituita con l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Agenzia per l’Italia Digitale

Il 15 giugno 2012 è stata istituita con il cosiddetto “decreto sviluppo e avrà il compito di verificare che siano attuati i piani e le linee guida indicate nell’ADI, mansione simile a quello del Commissario europeo.

Compito importante sarà quello di identificare le soluzioni migliori per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e per i servizi rivolti ai cittadini, compresa la possibilità di gestire stessi dati con programmi diversi e compatibili tra loro.

Ci sono però diverse preoccupazioni sul futuro dell’Agenzia, a causa del provvedimento secondo il quale lo statuto dell’Agenzia sia approvato con decreto del presidente del Consiglio. La preoccupazione predominante è che potrebbe essere difficile procedere con l’approvazione dello statuto dopo la caduta del governo Monti.

In realtà non dovrebbero esserci problemi, secondo i funzionari che si stanno occupando della cosa, perché il decreto di approvazione va considerato come ordinaria amministrazione, e potrà quindi essere emanato dal governo in fase dimissionaria.

Che cosa c’è nell’Agenda Digitale

E’ praticamente impossibile fare un elenco completo ed esauriente dei progetti e dei piani contenuti nell’Agenda digitale

  • da un lato perché si tratta di una grande quantità di proposte e linee guida che interessano ambiti variegati e anche estremamente diversi da loro.
  • dall’altro perché al momento l’intero progetto è ancora in una fase embrionale, priva di misure chiare e definitive di attuazione.

In merito a ciò possiamo comunque dire che l’Agenza fa suoi i sette pilastri indicati dalla Commissione europea, adattandoli e orientandoli verso le necessità italiane.

In maniera semplificata e riassuntiva trovate in seguito i 7 punti

  1. Identità digitale e servizi innovativi per i cittadini: carta di identità e tessera sanitaria elettronica; anagrafe unificata, archivio delle strade, domicilio digitale e posta elettronica certificata obbligatoria per le imprese.
  2. Amministrazione digitale: dati e informazioni in formato aperto e accessibile compresi quelli della pubblica amministrazione, biglietti di viaggio elettronici, sistemi digitali per l’acquisto di beni e servizi, trasmissione obbligatoria dei documenti via Internet.
  3. Servizi e innovazioni per favorire l’istruzione digitale: certificati e fascicoli elettronici nelle università, testi scolastici digitali.
  4. Misure per la sanità digitale: fascicoli sanitari elettronici, prescrizioni mediche digitali.
  5. Forte impulso per la banda larga e ultralarga.
  6. Moneta e fatturazione elettronica: pagamenti elettronici anche per le pubbliche amministrazioni, utilizzo della moneta elettronica.
  7. Giustizia digitale: notifiche e biglietti di cancelleria dei tribunali per via elettronica, modifiche alla legge fallimentare per procedere in via telematica, ricerca e incentivi per società attive nelle nuove tecnologie.

Risorse e obiettivi dell’agenda digitale

Vista l’aria che tira e le scarse risorse economiche a disposizione e considerato che i progetti dell’Agenda digitale sono molto ambiziosi, ci si chiede se potrà mai essere pienamente realizzata.

È bene comunque ricordare che l’Agenda costituisce un piano per il medio-lungo periodo e che porterà effettivi benefici non immediati. Rispetto il nulla di prima ora ci sono grandi progressi in atto.

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Un po’ di me...mi chiamo Patrizia, amo la mia città. Adoro girare per le sue strade intervistando persone comuni per rimanere sempre legata alle tradizioni storiche, artistiche e fantastiche della mia città. Ritengo alcuni valori fondamentali, il senso di appartenza, la memoria, il rispetto per l’altro. Sono molto attiva nel campo del sociale collaborando con un CAV di cui sono anche socio, in qualità di counselor. Adoro fotografare e scrivere, amo leggere romanzi storici italiani o stranieri, in modo particolare amo gli scrittori dell’America latina, Gabriel García Márquez, Isabel Allende, Paulo Coelho, Jorge Amado, Sivulpeda. Tra gli scrittori italiani, oltre ai grandi classici, come Manzoni, tra i moderni e contemporanei Enzo Striano e il mitico Maurizio De Giovanni. Eccomi questa sono io Storia e Leggenda, Mito e Realtà in breve il resto lo lascio a voi