mav museo archeologico virtuale di ercolano
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L’allestimento del museo Mav di Ercolano unisce mondo reale e mondo virtuale nella ricostruzione dei siti archeologici vesuviani e flegrei

Un museo pensato come luogo speciale in cui archeologia e nuove tecnologie possono armoniosamente intrecciarsi e dialogare. Il Mav (Museo Archeologico Virtuale), nato ad Ercolano nel 2003 dalla sinergia tra Fondazione Cives, Comune e Provincia di Napoli ed allestito nei locali un tempo ospitanti l’Istituto scolastico Iaccarino, propone come un modello di interazione tra mondo virtuale e mondo reale attraverso il quale ogni tipo di visitatore, sia esperto in materia che profano, sia grande che piccino, può riscoprire l’importanza e la bellezza delle proprie radici culturali.

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Mav: un museo sempre al passo con i tempi

Il Mav si è dimostrato sin dalla sua fondazione come una realtà sempre al passo con i velocissimi tempi dello sviluppo tecnologico. All’introduzione di nuove installazioni avvenuta nel febbraio del 2015, ad esempio, ha fatto seguito nel marzo 2018 un riallestimento generale in modalità 4.0.

Concepito come esposizione in 3D, il museo può dirsi oggi ampliato in una dimensione 5D, proprio perché capace di coinvolgere tout court la sensibilità del visitatore.

Le principali sezioni del Mav

Le varie sezioni in cui è articolato il Mav offrono un’innovativa ricostruzione dei principali siti archeologici delle aree vesuviana e flegrea. In tutto il percorso è possibile udire un costante sottofondo, fatto di voci di passanti o venditori ambulanti: sono queste la Pompei e la Ercolano di 2000 anni fa, realtà rumorose che il curioso visitatore può conoscere in tutti i loro aspetti, dai grandi eventi ricordati dalla storiografia romana al comune modus vivendi degli abitanti.

Le prime riproduzioni di antichità, effettuate da alcuni disegnatori nel Settecento, secolo di inizio delle ricerche archeologiche vesuviane, sono visibili su uno schermo e sfogliabili in modalità touch screen.

Da questo primo approccio il percorso del Mav si focalizza successivamente sulla rappresentazione in pannelli multimediali di grandi contesti pubblici, come il Foro di Pompei, affollatissimo nelle ore centrali di una consueta giornata lavorativa, e privati, come la Villa dei Papiri di Ercolano.

museo archeologico ercolano

La residenza, di proprietà di L. Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, è famosa soprattutto per aver restituito numerose sculture, oggi custodite al Mann, ed una ricchissima biblioteca di testi filosofici.

A questo proposito, un apposito pannello riproduce la più antica macchina di srotolamento dei papiri, concepita da padre Antonio Piaggio proprio con la scoperta della villa romana e costituita da una grossa vite e da un supporto in pelle animale sul quale il documento viene aperto e dunque reso leggibile.

L’attenzione degli allestitori del Mav si è rivolta, tuttavia, anche verso la vita privata dei cittadini campani di 2000 anni fa, con la riproduzione di alcune attività svolte in ambito domestico dalle donne e soprattutto l’illustrazione di ricette fatte con particolarissimi ingredienti come il ricercatissimo garum, salsina ricavata dalle interiora dei pesci.

Un filmato che racconta l’eruzione del 79 d.C.

Una nuova sala è stata riservata alla proiezione di filmati audiovisivi: il più suggestivo, tra quelli a disposizione del visitatore, è dedicato alla ricostruzione dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che portò al totale seppellimento di Pompei ed Ercolano.

Protagonista parlante è proprio il terribile vulcano, svegliatosi improvvisamente dopo un sonno durato così tanti secoli da far dimenticare agli abitanti della Campania romana la sua pericolosità.

Attraverso gli effetti sonori in Dolby Surround e la visualizzazione del filmato con occhiali 3D, lo spettatore viene catapultato pienamente nelle fasi più drammatiche della catastrofe, vivendo così un’esperienza unica sul piano emotivo.

Il Mav e la sua offerta per le scuole

Di grande interesse sono inoltre le novità riguardanti la fruibilità del Mav da parte delle scolaresche, le quali possono prenotare pacchetti di visite guidate riguardanti anche realmente uno dei siti appartenenti al circuito convenzionato con il museo, come ad esempio la villa di Poppea oppure una delle ville del Miglio d’Oro.

Nel percorso espositivo, inoltre, alle guide in carne ed ossa si sostituiscono colleghi “virtuali”, altrettanto preparati e bravi nello spiegare ai piccoli ascoltatori contenuti non sempre di facile comprensione.

Inoltre, ci si potrà immergere per un giorno nel ruolo di piccoli archeologi nel nuovissimo SpaceLab, svolgendo svariate attività, come disegnare o ricostruire in 3D antichi vasi romani oppure effettuare riprese zenitali di aree di scavo attraverso l’impiego di droni.

Un museo aperto a tutti e dinamico

Il Mav si configura anche come luogo aperto all’incontro con la cittadinanza, il mondo accademico e le istituzioni. Per tale scopo sono state predisposte nel recente riallestimento due capienti sale per l’allestimento di mostre e lo svolgimento di seminari, conferenze, dibattiti.

In ultima analisi, al fine di implementare la sua visibilità sul piano nazionale e soprattutto internazionale, il museo ercolanese ha dato vita al progetto Mav on Tour, sintesi itinerante dei suoi principali contenuti.

Iniziata nel 2010 con il grandissimo apprezzamento riscosso da circa 60 000 visitatori a Valparaiso (Cile) in occasione del Forum Universale delle Culture,  la rassegna,  che ha fatto già tappa in varie città europee (Madrid, Londra, Amburgo) sarà prossimamente arricchita con nuove installazioni prodotte alla luce del costante avanzamento delle ricerche nei siti archeologici vesuviani.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.