adv

Uno dei più famosi castelli di Napoli, il Maschio Angioino, ha una serie di storie da raccontarci. Scopriamone alcune

Castel Nuovo, anche conosciuto come Maschio Angioino, è un simbolo della città di Napoli. La sua imponente mole e il suo portale rinascimentale sono facilmente riconoscibili da tutti, ma quanto conosciamo realmente della sua Storia e delle Leggende che la circondano? Cercheremo di scoprirne alcune. 

 

Un castello reale

Chateau neuf, Castel Nuovo, nacque come residenza reale del nuovo potere angioino. Carlo I d’Angiò, dopo aver sconfitto gli Hohenstaufen nel 1266, decise di stabilire la sua capitale a Napoli piuttosto che a Palermo, centro del potere svevo. 

In questa epoca così turbolenta e complessa Napoli possedeva già due castelli affacciantisi sul porto: Castel dell’Ovo e Castel Capuano. Nessuno dei due andava bene per fungere, al tempo stesso, da reggia della nuova dinastia e da centro di difesa militare. 

Per questo motivo, gli Angioini decidono per la realizzazione di un nuovo complesso, reale e militare, facilmente accessibile dal porto. Nasce così il Castel Nuovo su progetto di Pierre de Chaulnes, architetto francese. L’opera venne realizzata in tre anni, a partire dal 1279, seguendo lo stile provenzale dell’epoca.

Carlo I non poté godersi la sua nuova dimora a causa dei Vespri Siciliani e del conflitto che ne derivò con Pietro III d’Aragona

Fu solo dopo la morte del sovrano angioino, occorsa il 7 gennaio del 1285, che il castello ospitò permanentemente un sovrano: il suo successore Carlo II lo Zoppo

 

Perché Castel Nuovo si chiama Maschio Angioino?

Il nome deriva dal mastio o maschio indicante la torre principale di un castello, mentre l’aggettivo serve a indicare la dinastia che per prima la utilizzò. Ecco spiegato il perché la fortezza sia conosciuta anche come Maschio Angioino.

 

La fossa del coccodrillo

Come ogni castello che si rispetti, anche questo possiede i suoi sotterranei, uno dei quali porta il sinistro nome di “fossa dei coccodrilli”. Come mai? Sembra, secondo un’antica leggenda locale, che i prigionieri condannati alle pene più pesanti venissero inviate in questo sotterraneo, solo che ben presto questi ultimi iniziarono a scomparire senza lasciare traccia. 

Possibile che i prigionieri fossero riusciti a trovare una via di fuga? Purtroppo per loro, no! Un enorme coccodrillo  era riuscito a trovare un passaggio per penetrare nella prigione. Così riusciva a trascinare in mare i poveri sventurati che riusciva a mordere. 

Per impedire “ulteriori fughe” i guardiani decisero di giocare d’astuzia. Tramite una coscia di cavallo avvelenata riuscirono ad uccidere il coccodrillo, il quale sarebbe finito impagliato e inchiodato sulla porta d’ingresso della fortezza. 

 

La Congiura dei Baroni

La Sala dei Baroni, anche conosciuta come Sala del Trono, è la sala più importante del castello. Fu voluta da Roberto d’Angiò, il quale chiamò il miglior artista dell’epoca, il grande Giotto, per abbellirla (gli affreschi risalgono, pertanto, al 1330 circa).

La sala attuale deve molto al rifacimento voluto da Alfonso d’Aragona che commissionò i lavori all’architetto catalano Guillem Sagrera.

Questa sala è legata ad un evento occorso nel 1487. In quel periodo un gruppo di baroni decise di congiurare contro Ferrante I d’Aragona, ma quest’ultimo (come vedremo a breve) riuscì grazie ad uno stratagemma a far fallire la Congiura dei Baroni.

Il re invitò nel Maschio Angioino i congiurati con la scusa di celebrare degnamente il matrimonio di una sua nipote.

Al loro arrivo, questi ultimi furono subito tratti in arresto e giustiziati per alto tradimento.

Nella “fossa dei Baroni”, a Castel Nuovo, è ancora possibile vedere 4 bare senza nome, molto probabilmente ospitano i resti di alcuni di questi nobili traditori.

Alessandro Maria Raffone