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L’alimentazione è una parte importante della nostra vita, anche se molto spesso sottovalutata. Scopriamo insieme la legge contro gli sprechi e le nuove tecnologie in campo

Come sosteneva il filosofo tedesco Feuerbach già a metà dell’800 “Noi siamo quello che mangiamo”. Per questo dovremmo aver cura del cibo e della nostra alimentazione, ma soprattutto dovremmo essere sempre informati.

Sicuramente ad influenzare molto la nostra alimentazione è la tecnologia moderna, infatti si pensa che nei prossimi decenni si verificheranno diversi cambiamenti che determineranno anche il nostro modo di mangiare.

Proiettarsi in questo futuro significa anche avere una buona capacità di abbandono delle certezze finora acquisite ed essere aperti a nuove esperienze.

Alimentazione e tecnologie del futuro

Molto spesso l’industria alimentare non viene neanche inclusa tra i settori di ricerca scientifica o ad alta tecnologia, il che ne riduce gli studi nel campo portandoli allo 0,3% circa.

Nonostante questo aspetto non sia approfondito abbastanza bisogna sapere che l’alimentazione del futuro dipenderà sempre di più dalla tecnologia.

In certi casi si può dire che già è così, in particolar modo per quanto riguarda l’estetica dei piatti, infatti basti pensare alle semplici condivisioni sui social delle foto dei piatti cucinati.

In tal senso secondo il dottor Katsunori Okajima, professore all’Università di Yokohama di Scienze dell’ambiente dell’informazione, il cibo condiviso attraverso le nuove tecnologie incoraggerebbe anche una nutrizione sana e per certi versi è più attrattiva per l’occhio umano.

Tuttavia, per incoraggiare i soggetti ad un’alimentazione corretta ad oggi sono stati creati dei dispositivi indossabili che tracciano le nostre abitudini alimentari.

Alimentazione sana

Molti dei gadget che indossiamo possono esserci utili per tenere traccia dei nostri battiti cardiaci o delle attività di fitness attraverso il contapassi.

 

 

In futuro sicuramente potranno anche calcolare la quantità di calorie in real-time presenti nel cibo che mangiamo.

A tal  proposito, l’azienda Gadget & Wearables sta sviluppando una collana che riconosce la quantità di calorie del cibo ingerito durante l’inghiottimento in modo da valutare le nostre abitudini alimentari.

Alimentazione e tecnologia nanomolecolare

La tecnologia sta anche compiendo grandi passi nell’ambito delle nanotecnologie attraverso la manipolazione della materia su scala molecolare e atomica.

tecnologie alimentari

Appunto per questo in futuro sarà possibile cambiare il valore nutrizionale di un alimento non salutare ma al contempo gustoso, oppure migliorare un retrogusto cattivo di un alimento che in realtà è fondamentale per il nostro organismo.

Molte aziende stanno facendo ricerche nel campo delle proprietà meccanico-sensoriali degli alimenti, concentrandosi in particolar modo sul modificare il sapore o la consistenza del cibo per renderlo più gustoso e nutriente.

La tecnologia alimentare influenzerà sicuramente il nostro stile di vita donando maggior consapevolezza al consumatore e magari evitando ancor di più gli sprechi.

Il tutto potrebbe portare all’estinzione di alcuni cibi, molto probabilmente in futuro non avremo sul nostro tavolo pesce, caffè, vino, cioccolato e grano duro, anche se grazie alle nanotecnologie potremmo comunque rivivere il gusto dei nostri cibi preferiti anche solo se percettivi.

mangiare bene

Alimentazione: come evitare gli sprechi!

Evitare gli sprechi alimentari è sicuramente il primo obiettivo, garantendo sostenibilità e accessibilità al cibo a tutta la popolazione mondiale.

Ad oggi il numero di popolazione denutrita è ancora in allarmante crescita rispetto ai decenni scorsi e l’utilizzo delle tecnologie (come la biologia sintetica, l’ingegneria genetica e l’intelligenza artificiale) cerca di garantire la Food Security, fornendo supporto agli agricoltori, agli allevatori riducendo i costi per favorire una migliore nutrizione.

Considerati i valori di popolazione denutrita pari a 815 milioni nel 2016, nasce in Italia la legge Antisprechi. Secondo alcune indagini quasi 16 miliardi di euro ogni anno in Italia è completamente destinato allo spreco alimentare.

A differenza di come si potrebbe pensare lo spreco non viene dai supermercati bensì dalle nostre case, infatti il cibo non consumato e buttato via è pari al 60- 70% della spesa totale.

 Il 14 settembre del 2016 entra in vigore la legge 166/2016 firmata dall’ onorevole Maria Chiara Gadda.

La legge vuole ridurre gli sprechi su tutta la filiera agroalimentare, favorendone il recupero, infatti dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2018 ne è stata ampliata l’applicazione. Ad essere donati, oltre agli alimenti, saranno anche i farmaci, prodotti per l’igiene, per la cura della casa e della persona, integratori alimentare e altri prodotti di cartoleria e cancelleria.

cibo sprecato

 

 

 

 

 

 

 

La legge ha sicuramente avuto il suo effetto, secondo la Fondazione Banco Alimentare dall’ottobre 2016 al settembre 2017 le donazioni fatte alle Onlus sono aumentate del 21,4%, un importante recupero di eccedenze che allevia le sofferenze di chi non può nutrirsi e vive in condizioni di povertà ed esclusione sociale.