BepiColombo, il satellite frutto della collaborazione tra le agenzie spaziali di Europa e Giappone, ha intrapreso il lungo viaggio verso Mercurio
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BepiColombo, il satellite frutto della collaborazione tra le agenzie spaziali di Europa (Esa) e Giappone (Jaxa), ha intrapreso il lungo viaggio verso Mercurio

Lo scorso sabato, da Korou (Guyana Francese) alle 03:45:28 ora italiana, è finalmente partita la missione spaziale che porterà BepiColombo verso il misterioso pianeta Mercurio. Il viaggio del satellite durerà sette anni e porterà nell’orbita di Mercurio due sonde che per i successivi due anni avranno il compito di studiare il piccolo pianeta.

La missione BepiColombo

Le due sonde, una europea (MPO) e una giapponese (MMO), sono partite per il lungo viaggio che le porterà verso Mercurio. Questa missione rappresenta il progetto esplorativo più ambizioso mai realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea.

Il veicolo Mercury Transfer Module (MTM) è composto da quattro moduli: il veicolo che viaggerà fino all’orbita di Mercurio, lo scudo solare e le due sonde (MPO e MMO) che orbiteranno intorno al pianeta per raccogliere il maggior numero di informazioni sul pianeta. Il modulo di trasporto che porterà le due sonde nell’orbita di Mercurio, nel suo lunghissimo viaggio, utilizzerà un sofisticato sistema di propulsione (ionica e chimica) combinato alle spinte gravitazionali della Terra e di Venere. Una volta giunto nell’orbita di Mercurio il modulo di trasporto, utilizzando dei piccoli propulsori posizionerà MPO e MMO nelle rispettive orbite; dopo di che  le due sonde effettueranno contemporaneamente ed indipendentemente misurazioni complementari in 3D orbitando intorno al corpo celeste per circa due anni. In particolare, la sonda di fabbricazione giapponese MMO (Mercury Magnetospheric Orbiter) si dedicherà allo studio e all’analisi della magnetosfera di Mercurio mentre quella europea MPO (Mercury Planetary Orbiter) ne analizzerà la superficie e la composizione. L’arrivo delle due sonde è previsto per dicembre 2025 la raccolta dei dati dovrebbe terminare entro maggio 2028, salvo proroghe.

Il contributo italiano alla missione

Le sonde sono equipaggiate con sofisticati strumenti, quattro di questi sono stati progettati e costruiti in Italia, un quinto, invece, nasce dalla partnership Italia-Francia. Inoltre, il sistema di comunicazione, quello per produrre energia elettrica e l’involucro in grado di resistere a temperature fino a 450 gradi sono stati progettati e realizzati in Italia, mai fino ad oggi il nostro Paese era riuscito a raggiungere standard qualitativi così alti nel settore dell’esplorazione spaziale. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è responsabile di circa il 50% dell’intero progetto, inoltre, al suo fianco hanno collaborato eccellenze italiane quali: Leonardo, Thales Alenia Spazio e Telespazio, l’INAF di Padova, l’Università Parthenope di Napoli, l’Università di Roma “La Sapienza”.

Il contributo italiano alla missione non finisce qui. Sulla sonda europea MPO sono stati inseriti numerosi strumenti italiani tra cui: l’accelerometro ISA, i rilevatori di particelle SERENA, la suite SIMBIO-SYS ed il trasponder MORE che misurerà le onde elettromagnetiche ed invierà i risultati sulla Terra. Lo spettrometro Phebus, invece, è il risultato del lavoro congiunto di Italia e Francia.

Perché la missione è stata battezzata BepiColombo?

La missione interplanetaria prende il nome dal matematico, fisico, astronomo e ingegnere italiano nonché  rinomato professore dell’Università degli Studi di Padova Giuseppe Colombo, soprannominato Bepi. I suoi studi sul pianeta Mercurio sono stati fondamentali. Fu il primo ad ipotizzare che sfruttando la spinta gravitazionale di Venere si potesse raggiungere Mercurio riducendo notevolmente il quantitativo di carburante necessario per percorrere tale tratta, senza le sue intuizioni questa missione non sarebbe stata possibile. I suoi successi scientifici gli valsero molti riconoscimenti tra quali la medaglia d’oro conferitagli dalla NASA ed il premio Feltrinelli del 1971.

Alla scoperta del pianeta Mercurio

Mercurio dista solo 58 milioni di Km dal Sole, la vicinanza alla stella rende molto complicata  la sua esplorazione e pertanto ad oggi è il pianeta meno conosciuto del sistema Solare. Mercurio fa parte dei cd. Pianeti rocciosi, insieme a Venere, Terra e Marte, non possiede una vera e propria atmosfera ma solo un sottile strato di atomi e plasma che formano l’esosfera. La superficie è cosparsa di crateri, circostanza molto probabilmente dovuta all’assenza di atmosfera. In realtà, ciò che rende straordinario il pianeta è la sua orbita, molto ellittica. Mercurio, infatti, compie un giro intorno al sole in appena 88 giorni terrestri, di contro però, il moto di rivoluzione del pianeta è molto lento, Mercurio per compiere un’intera rotazione su se stesso impiega quasi due mesi terrestri. Inoltre, le temperature oscillano  dai + 420°C di giorno ai -180°C di notte. È chiaro che la missione BepiColombo è notevolmente complessa a causa delle estreme condizioni in cui le sonde dovranno lavorare. Nonostante tutte le difficoltà, però, lo studio del pianeta Mercurio è fondamentale per comprendere meglio lo sviluppo di tutto il sistema Solare.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.