close-up of multi colored bumper cars at a fair, background with copy space
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Venghino Signori, venghino!!!

Alla fine del giro sull’autoscontro, mentre gli addetti, veloci ed esperti, rimettevano in ordine le vetture,  l’invito – con voce gracchiante e suadente, stridula e dolce, incitante e incoraggiante, femminile o maschile, cacofonica o meno, gradevole o no – era, comunque, sempre lo stesso. Preannunciava l’imminente inizio di un altro giro e, nel contempo, richiamava i frequentatori delle giostre a provarne l’emozione.

Generalmente, tali situazioni erano ricorrenti soprattutto nelle cosiddette “attrazioni viaggianti”.

Sagre e feste di Paese, celebrazioni patronali e ogni altra occasione di ritrovo, segnatamente nel periodo estivo, erano le occasioni  per vederle all’opera.
Insomma, erano frequenze a carattere assai ripetitive, anche per interi rioni e quartieri.
Ci si abituava, non sopraggiungeva alcuna meraviglia nell’ammettere a se stessi una qualche difficoltà; divieti di transito, traffico deviato, quiete ambientale alterata, complicazioni perfino a uscire e rientrare, dalle e nelle proprie abitazioni.

L’attualità del tutto

Viviamo, nella realtà odierna, un’analogia preoccupante. E’ come se, a scadenze assai frequenti, ci avvertissero che un giro è terminato ed un altro sta per iniziare. Per giunta, senza alcun imbarazzo, ci invitano anche ad andare incontro a soventi “testa-coda”, rispetto a quanto annunciato.

Scatta nuovamente l’allerta per la pandemia e ci dicono che dobbiamo continuare a seguire i dettami della massima prudenza. In pratica, la sensazione è quella che stiano per dirci quanto è necessario prorogare lo stato di allarme.

Cioè, per chiarire meglio, quello stesso provvedimento emanato a fine gennaio – quasi alla chetichella – di cui il Popolo avrebbe preso coscienza sulla propria pelle.
Altro giro altra corsa, un nuovo DPCM è alle porte;  potrebbero aumentare i controlli anti – assembramento, sugli arenili e nei luoghi più sensibili agli affollamenti.
La domanda nasce spontanea: ma fino ad oggi quali elementi sono stati analizzati?
Le spiagge, in verità, non sembrano avulse da rischi; seppure – in alcune situazioni – il distanziamento sociale appaia assicurato, ecco che sulle battigie, ovvero nelle immediate prossimità, i lettini sono “sistemati” addirittura da non consentire l’accesso al mare, da parte di coloro “socialmente distanziati” con gli ombrelloni.

I locali pubblici, indubbiamente provati e annichiliti dalla crisi, non sembrano connotare affollamenti, ma le strade adiacenti, le piazze e gli spazi di ritrovo, sono autentiche “bombe sanitarie”.
Per tacere delle celebrazioni di riti religiosi. Matrimoni, cresime, battesimi, rinviati; adesso cosa accade?
Perché sarebbe davvero oltremodo “spiacevole”, ove “l’altro giro o l’altra corsa” dovessero ridisegnare, in senso restrittivo, quanto fino ad oggi concesso.

Altra settimana cruciale, l’ennesima

E’ quella che sta per iniziare, un’altra roboante comunicazione circa ciò che attende il Popolo. Un’altra occasione per aprire il dibattito parlamentare e per tracciare un bilancio degli ultimi mesi.
In verità, e qui il punto saliente, un pizzico di sano pudore non dovrebbe mancare; ma quante settimane cruciali ci sono state annunciate? E quanto è stato realizzato?

Maggioranza senza convinzione e opposizione sul piede di guerra. Sceneggiature viste e riviste; scenari ormai senza più effetto.
La sola unica ed inconfutabile certezza, sta nel considerare che vige e persiste uno stato di incertezza.
Economico, sanitario, sostanziale. In ogni contesto, in qualunque settore.

“Venghino Signori, venghino”.

Auguri a noi.