Amazon ha annunciato che la voce di Alexa sarà presto in grado di esprimere emozioni e stati d’animo
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Amazon ha annunciato che la voce di Alexa sarà presto in grado di esprimere emozioni e stati d’animo

Gli assistenti vocali sono stati sicuramente una delle innovazioni tecnologiche che più hanno caratterizzato quest’ultimo scorcio degli anni ’10 del 2000. Sisi, Cortana, Alexa sono nomi con i quali tutti, prima o dopo, abbiamo familiarizzato e con i quali ci siamo più volte interfacciati per una ricerca, un’informazione lampo o per controllare qualche dispositivo non a portata di mano.

Una costante li accomuna tutti: la loro voce, inevitabilmente meccanica, quasi metallica, indubbiamente lontana dalle mille sfumature che è possibile percepire in una qualunque voce di essere umano. Le cose, però, sembrano dover cambiare a breve.

Alexa esprimerà emozioni e stati d’animo

Ad annunciare la grande novità è Amazon: pare, infatti, che Alexa (assistente vocale targato Amazon, appunto) sia a pochi passi dal compiere un significativo salto di qualità: tra non molto tempo, infatti, sarà possibile accorgerci che la voce piatta e monocorde alla quale siamo abituati avrà lasciato il posto ad una sua evoluzione capace di modulare divere intonazioni, in modo tale da esprimere emozioni e veri e propri stati d’animo.

La cosa ha un doppio valore: in primis ci permetterà di trovare più affidabile l’assistente vocale, presentandocelo come qualcosa di più vicino alla natura dell’essere umano. In secondo luogo renderà sicuramente più realistiche alcune comunicazioni: Alexa potrebbe infatti mostrare tristezza nel comunicarci la sconfitta della nostra squadra del cuore, così come felicità nel prevedere una bella giornata di sole o rabbia per non aver trovato i risultati sperati per la nostra ricerca.

Proprio come la radio

Le nuove funzionalità non si limiteranno, comunque, solo ad un più ampio spettro di emozioni: il lavoro degli sviluppatori si sta infatti concentrando anche sull’impostazione della voce di Alexa, che dovrebbe risultare nel modo di formulare una frase molto più simile a quella di un dj radiofonico o di un conduttore di un telegiornale.

Un modo di comunicare, dunque, sicuramente molto più coinvolgente e che ci permetterà di familiarizzare ancor di più con dei dispositivi che sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Certo, ciò ovviamente ci spinge a porci alcune importanti domande sull’avvenire a medio e lungo termine: dove si fermerà l’umanizzazione dei dispositivi elettronici? La tecnologia sarà davvero in grado di fermarsi alla semplice imitazione blanda dell’essere umano, o si spingerà fino a risultati che finora abbiamo potuto ammirare solo nei film di fantascienza? Film come L’uomo bicentenario potrebbero, a questo punto, diventare un monito per l’umanità più di quanto lo siano mai stati. Certo, forse stiamo guardando un po’ troppo lontano… Ma si sa, il progresso va avanti a piccoli ma costanti passi.

Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.