amazon vende nel suo sito anche i farmaci da banco
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Che Amazon non abbia alcuna intenzione di arrestare la sua ascesa nel mercato mondiale è assolutamente fuori da ogni dubbio; questa volta ha iniziato a vendere, sotto la linea Basic, farmaci da banco, avviando una concorrenza spietata con le catene farmaceutiche americane e soprattutto con le piccole farmacie

La scalata del mercato da parte di Amazon diventa sempre più inarrestabile. Questa volta Amazon si è lanciato nella vendita di farmaci da banco suscitando però non poche polemiche. Infatti, questa campagna è stata diffusa per lo più in sordina, cioè cercando di attirare meno attenzione possibile, a causa delle diverse polemiche sollevate dal settore farmaceutico.

I farmaci che verranno introdotti sul commercio di Amazon sono i medicinali venduti senza obbligo di prescrizione medica, cioè quelli che negli Stati Uniti vengono definiti Otc (over the counter).

Certo è che il lancio di questi nuovi prodotti stroncherà completamente la concorrenza avversaria, ed è proprio questo ciò che ha poi suscitato la critica da parte del settore farmaceutico; in particolare, il problema fondamentale è che Amazon non ha la licenza per produrre i farmaci, che sono realizzati attraverso una commissione alla Perrigo, cioè una delle maggiori aziende statunitensi produttrici di farmaci generici e private label (ovvero con la marca del rivenditore).

Amazon venderà le medicine sotto il marchio Basic, che è già utilizzato dall’azienda per vendere migliaia di prodotti, da quelli elettronici (come prolunghe, cavi, caricatori, cuffie) ai prodotti per la casa (come sedie, asciugamani, lampade).

Prodotti originali e di buona qualità ma venduti a prezzo molto contenuto e soprattutto garantiti dal marchio Amazon.

La linea è già disponibile sul sito statunitense di Amazon e comprende circa una sessantina di prodotti, dal notissimo ibuprofene ai prodotti per la crescita dei capelli.

Per capire l’impatto che avrà la vendita dei farmaci su Amazon per il settore farmaceutico basta partire da un esempio molto semplice. L’ibuprofone, che è un farmaco antinfiammatorio ed analgesico ampiamente utilizzato da tutti, viene venduto all’incirca a 8,49 dollari da Walmart (famosissima multinazionale statunitense proprietaria di un’ampia gamma di negozi dallo stesso nome e specializzata nella vendita al dettaglio); in farmacia costa dai 14,99 ai 15,49 dollari.

Da Amazon invece è stato messo sul mercato a 6,98 dollari, sbaragliando così completamente la concorrenza, con un costo addirittura inferiore a quello dello generico della Perrigo stessa.

L’industria farmaceutica negli USA l’anno scorso ha fatturato all’incirca 8,4 miliardi di dolori, registrando una crescita del 31 %. Se, da un lato, la percentuale della vendita dei medicinali con ricetta è stabile, dall’altro lato, le farmacie registrano una riduzione della vendita dei prodotti da banco, proprio a causa dell’inserimento di questi prodotti nella grande distribuzione, quindi come da Walmart.

È chiaro che anche l’inserimento di Amazon in questo mercato comporterà un nuovo decremento per la vendita dei farmaci senza ricetta nelle farmacie.

Proprio per contrastare la scesa di Amazon in questo mercato e per proteggersi dalla stessa, le tre più grandi catene farmaceutiche americane (Rite Aid, CVS, Walgreens Boots Alliance) stanno anche pensando ad eventuali M&A (cioè operazioni di finanza straordinaria che comportano la fusione tra due o più aziende).

Già nel mese di febbraio 2018 la catena grocery Albertsons (la seconda catena di supermercati più grandi del Nord America) ha acquistato le farmacie di Rite Aid, il che darà la possibilità di acquistare farmaci in 4.900 negozi e 4.350 farmacie, diffuse in 38 stati americani.

In più, l’anno scorso, la Walgreens Boots Alliance (la più grande catena di farmacie degli Stati Uniti) aveva già acquistato altre due mila farmacie di Rite Aid. Indiscrezioni, non ancora confermate, inoltre, parlano dell’esistenza di trattative ed addirittura negoziati già in corso tra Walgreens Boots Alliance e AmerisourceBergen (primo distributore di farmaci negli USA)

Di fronte a tutto questo l’industria del farmaco, ma più in particolare le piccole farmacie, cercano di resistere per quanto possibile, anche se con un tale scenario, sembra stia diventando quasi impossibile.

Intanto, Amazon ha raggiunto, sempre nel mese di febbraio 2018, i massimi storici in Borsa, giungendo ad i 1.500 dollari per azione; notizie sicuramente positive per l’azienda, il cui titolo risulta essere salito complessivamente dall’inizio del 2018 del ben 28%.