Amazon si schiera al fianco di Facebook contro i Deep Fake
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Anche Amazon in prima linea insieme a Facebook e Microsoft per contrastare la diffusione dei Deep Fake

I Deep Fake sono sicuramente una delle piaghe più difficili da debellare dal mondo di internet: i casi di persone coinvolte continuano ad aumentare giorno dopo giorno così come la qualità dei prodotti, che rende sempre più difficile distinguere un video reale da uno modificato. Esiste un modo per risolvere il problema alla radice? Ne stanno discutendo, da un po’ di tempo, alcune delle aziende più importanti del mondo.

Deep Fake: di cosa si tratta?

Andiamo con ordine per coloro che non dovessero mai essersi imbattuti in questo termine: un Deep Fake è un video editato in modo tale da modificare i volti delle persone presenti in maniera talmente perfetta da rendere praticamente invisibile il trucco all’occhio umano.

Le implicazioni potrete facilmente immaginarle: internet è piena di produzioni pornografiche o di altro genere nelle quali sono presenti perlopiù celebrità del cinema, dello sport, della musica e così via ovviamente ignare di tutto ciò, perché mai vi hanno realmente preso parte.

Il danno per l’immagine è ovviamente di proporzioni enormi: proprio data la difficoltà nel distinguere un prodotto fake da uno reale diventa difficilissimo dimostrare la propria estraneità alla cosa, e per chi con la propria immagine ci lavora (ma anche, ovviamente, per chi non lo fa) i danni sono davvero di entità piuttosto seria.

Amazon, Facebook e Microsoft in prima linea

Davanti a tutto ciò non possono naturalmente chiudere gli occhi le principali aziende che agiscono nel mondo dell’informatica e della rete. Microsoft, Amazon e Facebook si sono dunque unite nel partecipare al progetto DeepFake Detection Challenge, che punterà ad offrire guida, supporto tecnico e finanziamenti a coloro che si occupano di combattere il fenomeno del Deep Fake.

A partecipare all’iniziativa ci sono anche il Mit e l’Università di Oxford, mentre i partner hanno promesso di mettere a disposizione ben dieci milioni di dollari per cercare di perseguire lo scopo prefisso. Insieme all’aiuto economico questi offriranno anche una massiccia selezione di materiale video da analizzare allo scopo di cercare difetti, imperfezioni e dettagli che possano permettere agli esperti di distinguere il materiale fake da quello originale.

Non solo le già citate Amazon, Facebook e Microsoft, comunque: nei giorni scorsi anche Google ha annunciato che metterà a disposizione un bel po’ di materiale che possa servire ad orientarsi nel terribile mondo del Deep Fake, mentre Twitter ha pubblicamente invitato i propri utenti a cercare sempre di contrastare il fenomeno con i mezzi a loro disposizione, tentando di riconoscere il materiale contraffatto e segnalandolo immediatamente.

Quello del Deep Fake è un triste fenomeno ancora purtroppo lontano dall’essere debellato: la netta presa di coscienza di alcune tra le più grandi aziende del mondo è però sicuramente una nota positiva che lascia almeno intravedere la voglia di un cambiamento da attuare nei tempi più brevi.