Coronavirus tutti insieme ce la possiamo fare
adv

Forte rischio aumento prezzi e al contempo calo di qualità dei dispositivi di protezione individuale. Preoccupazione dell’ANAC

Nella relazione redatta dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) è stata espressa, come dimostra l’ANSA, viva preoccupazione per le spese effettuate a causa dell’emergenza da Coronavirus: ben 3 miliardi di euro, 70% di queste spese sono state utilizzate per camici, guanti, mascherine e visiere. 

Queste rilevazioni sono state effettuate tramite la BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici), di proprietà dell’ANAC. 

L’acquisto de Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) rappresenta il 70% del costo complessivo (con la parte del leone fatta dalle mascherine: per le quali è stato speso circa un miliardo di euro). 

Aumento dei costi

L’ANAC ha rilevato una “abnorme lievitazione dei prezzi” rispetto al periodo precedente l’emergere del Covid-19 e una disomogeneità, a livello nazionale, sia nei costi sia nella qualità. 

Le mafie si arricchiscono grazie al Coronavirus

In una situazione già molto difficile, sembra che le varie mafie nostrane si stiano ulteriormente arricchendo grazie all’emergenza Covid-19

Queste le parole del Presidente ANAC, Francesco Merloni

Nel 2019 sono stati comunicati 633 provvedimenti di interdittiva Antimafia, contro i 573 del 2018, il 10% in più, e dal 2015 siamo circa a 2.600. Il dato è molto preoccupante perché le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi“. 

Una situazione che deve essere tenuta sotto stretta sorveglianza e da non prendere assolutamente alla leggera. 

Sconsigliato l’utilizzo di supercommissari e eccessive deroghe

Sempre Merloni ha espresso il suo disappunto per l’utilizzo indiscriminato di deroghe e di supercommissari.

Sembrano riaffacciarsi in questi giorni ipotesi rischiose come quelle di un largo utilizzo dei ‘super-commissari’, del ‘modello Genova’ per alcuni appalti sopra soglia, con amplissime deroghe, e l’affidamento diretto fino a 150.000 euro senza alcuna consultazione delle imprese. Non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio. Al contrario, le deroghe indiscriminate creano confusione e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa“. 

La confusione e l’incertezza nella legge possono essere pericolose quanto, se non di più, delle varie mafie. 

Lucia De Martino