Anche Prysmian sceglie lo smart working: nuove tecnologie per l’azienda

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A oltre trenta giorni dall’inizio del nuovo anno, lo smart working (o lavoro agile) sta continuando a dimostrare di saper convincere sempre più aziende in Italia ad adottare quest’innovativa forma di lavoro restando, dunque, al passo con l’andamento europeo. Dopo gli ottimi risultati del 2017 anche gennaio ha registrato una notevole crescita d’imprese intente alla sperimentazione dei progetti smart.

L’ultima, in ordine cronologico, ad aver scelto lo smart working è Prysmian; l’azienda con sede a Milano è specializzata nella produzione di cavi nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia che si è anche sviluppata nella realizzazione di cavi per la fibra ottica. La scelta dell’impresa di puntare sul lavoro agile deriva dalla volontà di abbandonare, definitivamente, il legame con Pirelli.

Per chi non conoscesse la storia di Prysmian è giusto sapere che l’azienda nasce nel lontano 1879 con il nome di “Pirelli cavi e sistemi” per poi adottare l’attuale denominazione soltanto nel 2005, dopo oltre un secolo, mantenendo però sempre quell’ombra, ingombrante, della Pirelli. Dopo tredici anni dal cambio di nome, quindi, i massimi dirigenti di Prysmian hanno deciso di voltare pagina e ripartire da zero.

La svolta parte dall’acquisto di un immobile utilizzato, precedentemente, da una fabbrica ad inizio Novecento e che diventerà il nuovo quartier generale dell’azienda di Milano contando ad oggi già 88 stabilimenti in 50 paesi di tutto il mondo, mentre in Italia è presente in nove zone: Ascoli Piceno, Battipaglia, Giovinazzo, Livorno, Livorno Ferraris, Merlino, Pignataro Maggiore, Pozzuoli e Quattordio.

L’impresa sceglie Methodos come consulenza per il lavoro agile

Dopo l’acquisto dell’immobile e il programma del Ceo di Prysmian di riunire i tecnici e i “colletti bianchi” nella nuova struttura, l’azienda si è affidata a Methodos; questa società di consulenza ha, infatti adottato lo smart working di recente e ha aiutato Prysmian ad entrare a pieno regime nel mondo del lavoro agile oltre (oltre che) a risistemare i loro nuovi spazi di lavoro.

Dopo una prima fase di programmazione aziendale e riorganizzazione logistica, per i dipendenti di Prysmian lo smart working è subito diventato una realtà che va incontro alle proprie esigenze; questi, infatti, avranno la possibilità di lavorare da remoto, come prevede il lavoro agile, circa due volte al mese e sulla base delle difficoltà che potranno presentarsi nel tempo.

Chiaramente l’introduzione allo smart working è frutto di un duro lavoro svolto da Prysmian in collaborazione con Methodos. Innanzitutto i dirigenti sono partiti dalla realizzazione di una nuova organizzazione degli spazi che ha posto tutti i dipendenti, Ceo compreso, su uno stesso piano; questo, infatti, possiede un ufficio “open space” identico a quelli che hanno tutti gli altri lavoratori dell’azienda.

La linea intrapresa dalla Prysmian, come conferma Giuseppe Geneletti (head smart working solution della società Methodos), è stata scelta dai dirigenti stessi che hanno preferito distribuire gli uffici non tenendo conto dell’anzianità o del livello occupato dai dipendenti nell’organigramma ma guardando gli obiettivi che dovranno raggiungere.

Altro elemento importante, sul quale sta puntando Prysmian, è l’apertura verso i giovani che potranno (e dovranno) essere il futuro dell’azienda; Methodos, quindi, ha suggerito un’organizzazione smart che vada

incontro alle esigenze dei dipendenti, che possa creare un clima di lavoro piacevole e stimolante e che utilizzi la tecnologia digitale.

Per permettere al dipendente di svolgere le proprie funzioni anche comodamente da casa è necessario che l’azienda possieda un archivio remoto dal quale, il lavoratore, possa recuperare tutti i dati degli utenti anche da dispositivi non presenti in sede. Ma le modifiche della Prysmian non si limitano all’applicazione di un sistema che permetta una connessione remota per i propri dipendenti.

Gli altri cambiamenti hanno toccato aspetti molto diversi tra loro che vanno dalle nuove attrezzature aziendali, come telecamere a 360° o schermi touchscreen presenti in tutte le sale comuni dell’azienda, all’eliminazione dei cartellini d’ingresso sostituiti da una certificazione automatica che avviene nel momento in cui i dipendenti mettono piede all’interno della sede.

Altra modifica riguarda gli orari di lavoro, resi più flessibili, e nell’introduzione di diverse sale che non erano presenti nella vecchia struttura della Prysmian; i dipendenti, oggi, hanno 94 sale meeting, uffici totalmente open e non più delimitati da quattro mura, 64 postazioni “touchdown” e 20 phone booth. Ogni singolo cambiamento apportato è frutto della volontà dei dirigenti Prysmian di adeguarsi allo smart working e alle nuove tecnologie che la forma di lavoro prevede.

Geneletti, ancora, ha affermato che la Methodos ha suggerito a Prysmian di applicare il modello “Employee Journey esperience” che ha come caratteristiche la flessibilità, l’autonomia, la riorganizzazione degli spazi di lavoro sulla base delle nuove tecnologie e che pone il dipendente al centro dell’organizzazione aziendale, perché maggiore attenzione ai lavoratori comporta un aumento di fiducia di questi verso le imprese in cui operano.

L’ingresso dello smart working all’interno di Prysmian, quindi, permetterà a dirigenti e dipendenti di ottenere tantissimi benefici da ambedue le parti e che permetteranno un aumento della produttività e dei ricavi e rafforzeranno sempre più la posizione di leader del settore dell’azienda a livello mondiale.