Piazza Nicola Amore, dove morì Antonio Ammaturo (Fonte Wikipedia)
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Il vice questore Antonio Ammaturo è stato ammazzato dai brigatisti rossi, a Napoli, il 15 luglio del 1982

Una vicenda mai del tutto chiarita quella dell’omicidio del vice questore Antonio Ammaturo, occorsa il 15 luglio 1982 sotto casa sua in Piazza Nicola Amore (Napoli). Con lui morì anche l’agente di Polizia Pasquale Paola

Una vita dedita al servizio dello Stato

Ammaturo nacque l’11 gennaio 1925 a Contrada (Provincia di Avellino). Laureatosi in Giurisprudenza, riuscì a vincere un concorso per entrare nella Magistratura Italiana, ma Antonio Ammaturo aveva un maggiore interesse di servire lo Stato nella Polizia

Riuscì a coronare il suo sogno nel 1955, quando entrò nella Polizia come funzionario. 

Da quel momento, inizia una carriera brillante che vedrà Ammaturo operare dal Nord al Sud Italia. Nel 1973 venne promosso sul campo tre volte, concludendo l’anno come vice questore aggiunto a Napoli. 

Durante la sua permanenza al Commissariato di Giugliano in Campania, venne arrestato il locale boss Alfredo Maisto

Arrestati 6 latitanti in una notte 

Dopo questo incredibile colpo, il vice questore fu trasferito in Calabria, dove riuscì a far arrestare 6 latitanti in una notte (il fatto è accaduto a Gioia Tauro). 

L’arresto del figlio di Raffaele Cutolo

Forse il momento più alto della carriera di Antonio Ammaturo è stato l’arresto di Roberto Cutolo, figlio di Raffaele (soprannominato ‘o Professore), leader della Nuova Camorra Organizzata

L’arresto avvenne durante un summit di camorristi nel Castello Mediceo di Ottaviano

Cinque brigatisti per ammazzare il vice questore 

Un commando delle Brigate Rosse uccise Ammaturo e Paola il 15 luglio 1982, sotto l’abitazione del vice questore. 

Il gruppo di fuoco era costituito da quattro uomini e una donna (tutti condannati all’ergastolo per questi omicidi): Vittorio Bolognesi, Emilio Manna, Marina Sarnelli, Stefano Scarabello e Vincenzo Stoccoro

Bandiera delle Brigate Rosse (Fonte Wikipedia)

Come fu ucciso Antonio Ammaturo

Ammaturo doveva recarsi in Questura con l’auto di servizio, guidata quel giorno da Pasquale Paola. Due brigatisti aprirono il fuoco contro la vettura, ammazzando così i due passeggeri. 

Perché ammazzare Ammaturo? 

Chi furono i mandanti di questo omicidio? Una domanda ancora oggi senza una risposta univoca e certa. Sembra che queste due morti siano legate al rapimento, e al suo relativo rilascio, del politico partenopeo Ciro Cirillo (Democrazia Cristiana), effettuato dalle BR. 

A tanti anni di distanza, la volontà di conoscere la Verità, tutta la Verità, è ancora forte e viva. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.