Con Wine Listening si può ascoltare musica sorseggiando vino
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Bere del buon vino ascoltando contemperamene della musica ora è possibile grazie ad una nuova applicazione grazie alla startup italiana Wine Listening

Ascoltare musica e bere del buon vino (nel calice adatto, ovviamente) sono alcuni dei piaceri che la vita ci offre. Quante volte abbiamo sognato di gustare un calice di vino ascoltando della musica ad hoc? Ora è molto più facile grazie ad un’app apposita, realizzata in Italia con l’utilizzo dell’Industria 4.0.

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L’app che consente di associare vini alla playlist adatta

La startup italiana Wine Listening (WL) ha progettato una strabiliante applicazione utilizzando le analisi dei Big Data e algoritmi preparati dall’IA (Intelligenza Artificiale).  WL è stata ideata e concepita da Marco Iacobelli e Gabriele Cedrone, il primo ingegnere di cellulari mentre il secondo è un sommelier. Si interessano anche di musica a vari livelli.

Come funziona l’app di Wine Listening?

Più di due milioni e mezzo di vini sono catalogati nella nuova app e circa 1600 vitigni sono stati censiti per struttura, livello di acidità e profumo. Fotografando l’etichetta della bottiglia di vino partirà il brano adatto.

L’intelligenza artificiale permette di analizzare, in contemporanea, diversi parametri derivanti dall’analisi organolettica del vino associandolo alla giusta musica. Quest’ultima è suddivisa a sua volta per generi, tonalità, frequenze e altri dati ancora.

All’Internet Festival – Forme di Futuro (questo anno a Pisa) sarà il palcoscenico nel quale sarà presentata la nuova app (il 12 ottobre 2019). Sembra che per utilizzarla si necessario avere un account su Spotify.

Non vediamo l’ora di utilizzarlo e voi?

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.