Applicazione pirata per intercettazioni indagini napoletane
Applicazione pirata per intercettazioni indagini napoletane
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A Napoli, in questi giorni, è stata scoperta un’applicazione pirata, veramente potente, utilizzata da un’azienda per spiare i concorrentie personaggi

L’incredibile notizia è stata riportata dal team di ricercatori della società no profit Security without borders in un lungo articolo pubblicato sul sito online Motherboard.

Un virus spia è riuscita ad infettare migliaia di cellulari in tutta Italia, facendo ottenere ai suoi creatori, in maniera illecita, informazioni fondamentali su aziende e società di tutta la Penisola

L’applicazione pirata Exodus

Exodus, questo il nome dell’applicazione pirata che ha messo a soqquadro mezza Italia, è stata programmata da una società calabrese di informatica e di videosorveglianza, la eSurv, per dispositivi Android.

Attualmente, nel web non vi è più alcun riferimento diretto o informazioni concernenti la eSurv. Scomparsa nel nulla, come se non fosse mai esistita.

Sull’articolo apparso su Motherboard si parla di quest’app come di un malware governativo. Hackeraggio di Stato ma senza prove effettive, almeno non note ancora al pubblico.

Polverone nazionale

Il caso inizialmente era stato aperto dalla Procura di Benevento, la quale ha poi passato le indagini ai loro colleghi di Napoli.

La eSurv aveva vinto una gara di appalto, indetta dalla Polizia di Stato, per sviluppare un sistema per intercettazioni sia attive sia passive.

A quanto sembra, l’app è poi sfuggita di mano, colpendo indiscriminatamente. Nata per intercettare boss e terroristi, Exodus sarebbe passata a ben altro genere di intercettazioni.

A causa di tutto ciò, i nostri Servizi Segreti, la Guardia di Finanza, la Polizia e i Carabinieri stanno tutti indagando per fare luce, definitivamente, su questa vicenda.

Come funziona Exodus?

Il modus operandi di Exodus è molto chiaro, addirittura semplice. Tramite Google Play Store, i programmatori del cyber virus riuscivano a infiltrarsi nei diversi cellulari, recuperando le informazioni sensibili che poi venivano inviate su un server apposito.

Google, appena informata della situazione, ha bloccato tutto ciò che può risalire a Exodus.

Tutto ciò fa ritenere che eSurv, o poteri dietro di lei, hanno sfruttato un’app nata per combattere il crimine per loschi affari.

Vi terremo comunque aggiornati su tutto ciò.

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.