Modello di AradoE555 (Fonte Wikimedia Commons)
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In Pillole di Storia vi parleremo di un aereo nazista molto speciale, l’Arado E5.555. Suo compito sarebbe stato quello di colpire il cuore degli USA. Così aveva deciso Adolf Hitler

La nostra storia inizia dopo la II Guerra Mondiale, a Potsdam, cittadina della Germania Est nei pressi di Berlino. In questo ridente paese tedesco uno storico, Olaf Groehler, ha scoperto un documento centrale per la vicenda che vi stiamo raccontando oggi nella rubrica Pillole di Storia.

In un documento di 33 pagine, redatto in soli 10 copie grazie all’opera di un gruppo di ufficiali di Luftwaffe, viene messo a punto l’attacco agli Stati Uniti d’America voluto da Adolf Hitler in persona.

Progetto  Amerikabomber

Il progetto aveva come nome in codice Amerikabomber e il suo scopo era la realizzazione di un bombardiere ad ampio raggio, atto a colpire New York e dintorni. In esso, erano stati indicati 21 obiettivi situati in territorio statunitense che rivestivano notevole importanza dal punto di vista militare. Tra questi ultimi troviamo stabilimenti industriali di aziende quali l’Aluminum Corp. of America (Alcoa), la Wright Aeronautical Corporation, la Chrysler e la Colt.

I prodromi del piano erano stati già studiati nel 1938, a causa della constatazione, da parte del Maresciallo dell’Aria Hermann Göring, della mancanza di un bombardiere a lungo raggio. Il piano tornò in auge nel 1942, quando la Germania nazista si trovò in guerra con Washington. Bisognava mettere nella condizione di non nuocere le industrie locali con il lancio di bombe di minimo 3 ton ad un massimo di 6 ton e mezzo. Per accorciare i tempi di andata e ritorno si decise di impiantare delle basi dell’aeronautica germanica nelle isole portoghesi delle Azzorre (non riuscirono mai a farlo).

Tipico paesaggio delle Azzorre

Tra i vari progetti di bombardieri abbiamo anche l’Arado E5.555.

Il bombardiere Arado E5.555

Iniziamo con il dire che questo incredibile bombardiere, per fortuna degli Alleati, non fu mai realizzato a causa degli alti costi di produzione. Infatti sembra che non sia stato realizzato nemmeno un prototipo.

Grazie allo sviluppo, tra fine 1942 e primi mesi del 1943, dei due motori a reazione Junkers Jumo 004 e BMW 003, fu possibile realizzare nuovi tipi di aeroplani da combattimento. Armi che facevano parte delle celebri Wunderwaffen, tanto decantate dalla propaganda nazionalsocialista guidata da Joseph Goebbels.

L’azienda dell’Arado Flugzeugwerke, verso il dicembre del 1943, nella sua fabbrica slesiana di Landeshut (ora è una città polacca conosciuta come Kamienna Góra) iniziò a lavora al bombardiere strategico Arado E5.555. A lavorare al progetto di questo velivolo ad ala volante ci furono gli ingegneri Laute, Kosin e Lehmann.

Il nuovo apparecchio doveva avere un raggio d’azione di 5000 Km e trasportare ben 4000 kg di bombe da caduta.

La fine ingloriosa

La Entwicklungshauptkommission (ESK), commissione per lo sviluppo dell’arma aerea, decise il 28 dicembre del 1944 di non continuare con il lavoro di ricerca fino ad allora sostenuto e passare a produrre solo modelli già in funzione allo scopo di rimpiazzare i velivoli abbattuti dal nemico.

Chissà cosa sarebbe successo se il progetto fosse iniziato prima. Hitler sarebbe riuscito a costringere alla resa l’America di Roosevelt?

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.