Wikipedia bloccato in CIna
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Già nel 2015 la versione di Wikipedia in lingua cinese è stata censurata. Fino a poco tempo fa, però, in Cina era possibile consultare le pagine del sito in altre lingue. Ahimè, ora, è arrivato il blocco definitivo. Infatti, in Cina da Aprile non è più possibile accedere all’enciclopedia online più usata al mondo.

In molti hanno tentato di aggirare il blocco utilizzando una VPN. L’amara sorpresa? Anche in questo modo non è possibile eludere il divieto, ma soprattutto se si viene scoperti a violare il blocco vi potrebbero essere severe sanzioni. Pare quindi che stavolta il regime cinese faccia realmente sul serio.

In un colpo solo, il 20% del mondo ha spento wikipedia

Da Aprile, i cinesi sono stati totalmente esclusi da Wikipedia. Accortasi dell’increscioso avvenimento, in questi giorni la Wikimedia Foundation ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Per il miliardo e trecento milioni di utenti cinesi che tentano di collegarsi all’enciclopedia online, le sue pagine risultano offline fin dal mese di aprile. L’opera di censura messa in atto dal governo di Pechino ha numerosi precedenti che risalgono fino al 2004 ma questa volta non è neppure stata accompagnata da preavviso o spiegazioni”.

Cosa insegna il passato

Già da qualche anno la pagina di Wikipedia era stata bloccata temporaneamente e nella sua edizione in cinese, alcuni utenti però sono sempre riusciti a trovare delle scappatoie per consultare le pagine dell’enciclopedia online. Fino a poco tempo fa infatti, era possibile accedere al sito nelle altre lingue, rendendo possibile agli utenti anglofoni e bilingue di continuare ad utilizzare il sito. Altri, più “tecnologici” sono stati in grado di accedere alle pagine bloccate di Wikipedia e altri siti bloccati dal governo, utilizzando una VPN.

Dopo la dichiarazione di Wikimedia Foundation però si capisce che tutto il sito, anche in altre lingue, è stato censurato e rimosso dal paese. Anche l’utilizzo dei VPN è di difficile utilizzo perché con il blocco sono partiti anche controlli serrati da parte delle autorità. I trasgressori, inoltre, se scoperti incorreranno in sanzioni davvero pesanti.

La causa del blocco

L’accaduto è ritenuto da molti correlato all’avvicinarsi del 4 giugno, anniversario dell’incidente di piazza Tienanmen che fu il culmine delle omonime proteste di massa sollevate nel 1989 a Pechino. La manifestazione fu repressa nel sangue dal governo cinese. Tutt’oggi l’evento è considerato un argomento tabù sia dall’apparato governativo che da parte dell’opinione pubblica. Non a caso, le fonti di informazione che la riguardano vengono sempre occultate, soprattutto con l’avvicinarsi della ricorrenza. Quest’anno ricorre il trentennale della protesta e per questo motivo il governo potrebbe aver preso provvedimenti particolarmente drastici contro la fonte di informazioni più nota sulla faccia del pianeta. Qualunque sia il motivo Wikimedia Foundation chiede di ripristinare l’accesso al sito il più presto possibile, così da consentire a tutti l’utilizzo del sito. Colpisce come oggi sia facile, per un paese sotto un regime ferreo, manipolare l’informazione senza alcun contraccolpo ufficiale da parte del resto del mondo.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.