Nel 2019 sono aumentati gli attacchi informatici: ecco le motivazioni
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Incremento di danni causati da malware e attività del cyber crimine hanno comportato un aumento di attacchi informatici

L’anno 2019 può essere considerato a tutti gli effetti quello del boom del cyber crime, soprattutto per l’incremento del 187% dello skimming on line, ovvero la clonazione delle carte di credito. Perché questo aumento di attacchi informatici?

Niente panico, siamo esposti al cybercryme

In tutto il mondo si utilizza sempre più massicciamente il web per informarsi, compiere transazioni commerciali, fare normali acquisti, o banalmente surfare tra le notizie del giorno o tra i social.

L’aumento del tempo trascorso in rete ovviamente comporta un aumento del rischio da esposizione alle truffe on-line.

Al primo posto della top ten dei danni informatici resta il furto dei dati delle carte di credito, intendendo numero della carta e pin collegato, tuttavia, aumentano anche le frodi messe a segno tramite software malevoli quali backdoor e trojan che carpiscono agli utenti meno attenti dati bancari o relativi all’identità personale.

Il rapporto sulla situazione

Probabilmente la più nota software house attiva nel campo della lotta ai virus è la Kaspersky, che stila regolarmente report sull’ecosistema dei virus e dei malware, completo di statistiche e avvertenze.

L’ultimo Kaspersky Security Bulletin: Statistics of the Year, relativo al 2019, testimonia vere e proprie modificazioni nelle preferenze degli attacchi, sempre più efficaci ed insidiosi.

Cause e dettagli

Da quanto indicato prima, non meraviglia se il numero degli attacchi informatici sia aumentato nel 2019 di circa un ottavo rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra record di quasi 25 milioni di intrusioni o frodi. La principale fonte di infezione deriva dal incremento delle pagine HTML che nascondono script capaci di effettuare il loading di dati nascosti. Particolarmente insidiosi si sono poi rivelati i software definiti skimmer o anche sniffer, direttamente inseriti in modo fraudolento sui siti di e-commerce ed in grado di inviare ai malintenzionati i dati relativi alle carte di credito e dei codici autorizzativi utilizzati dagli utenti per effettuare gli acquisti.

La sola Kaspersky ha rilevato, attraverso l’analisi dei propri prodotti, che l’incremento di questo tipo di attacchi è stato del 187%, raggiungendo la quota dei 510.000 tentativi di furto dati. Ovviamente questa è solo la punta dell’iceberg, riguardando ovviamente solo gli attacchi sventati dagli antivirus della casa.

Contestualmente poi, la tipologia di virus e malware in generale ha registrato un aumento di oltre il 500 per cento, tanto da consentire il censimento di 2.660.000 differenti tipi di minacce (comprese le varianti).

URL malevoli e black-list

I software della Kaspersky ha etichettato come “URL malevolo” l’85% delle minacce online, riscontrando la loro “firma” nei databases che costituiscono la “black list” delle minacce e che provocano la reazione immediata dell’antivirus. In questa categoria sono compresi collegamenti a pagine che causano reindirizzamenti ad exploit o a botte, che sono siti web costruiti a scopo estorsivo.

Secondo Vyacheslav Zakorzhevsky, Head of Anti-Malware Research di Kaspersky, “Il volume degli attacchi online è in crescita da diversi anni, ma nel 2019 abbiamo osservato alcuni cambiamenti: in generale si è verificato un passaggio da tipologie di attacco che stanno diventando via via sempre più inefficaci a cyberattacchi più mirati, che hanno come obiettivo chiaro quello di ottenere un riscontro economico colpendo gli utenti.”