audio 3d rivoluzione
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Non ci sarà più bisogno di diffusori, cuffie, ricevitori con decodificatori: l’audio 3D potrebbe arrivare presto nelle case di tutto il mondo, attraverso una tecnologia capace di sfruttare gli speaker di smartphone, tablet, computer e altri dispositivi.

La buona notizia arriva dagli sviluppi di un lavoro messo in atto dal team britannico S3A, un progetto di ricerca che unisce BBC, R&D e tre università di prestigio come quelle del Surrey, di Salford e Southampton. Ancora il tempo di ultimare il lavoro, e l’audio 3D potrà essere una realtà fruibile in maniera semplice e senza costi aggiuntivi. Per tutti.

Effetti sonori a 365°, dal salotto di casa

L’audio 3D è in effetti uno strumento già utilizzabile, grazie all’uso di tecnologie come il Dolby Atmos o l’Ambeo di Sennheiser. Ma queste tecnologie richiedono l’utilizzo di strumenti come diffusori, cuffie, o ricevitori con decodificatori per essere utilizzati. Bene, il gruppo di ricerca del progetto S3A annuncia che a breve potrebbe essere ultimata, e di lì a poco quindi messa in commercio, una nuova tecnologia capace di portare le esperienze audio diffuse nello spazio direttamente nel salotto di casa. La novità? Lo si farà attraverso gli speaker di dispositivi che ogni utente avrà in casa, come smartphone, tablet e laptop.

La tecnologia object-based media ha infatti l’obiettivo di riprodurre gli effetti sonori indipendentemente dal tipo di dispositivo (principale) connesso o dalla sua posizione. I suoni verranno separati e attraverso un complesso sistema tecnologico verranno riassemblati a seconda della posizione dei singoli speaker, al fine di produrre un effetto completo e a 365°.

Nessun cavo aggiuntivo né cuffie o diffusori

A tutti gli effetti, insomma, si potrebbe trattare di un sistema audio surround, senza il fastidio di cavi e diffusori costosi”, hanno spiegato Kristian Hentschel e Jon Francombe alla BBC R&D. Ma la vera differenza sarà quella di un’esperienza audio spaziale emozionante e completa, a basso costo, che rivoluzionerà l’intrattenimento domestico”. In sostanza: più dispositivi saranno connessi, maggiore sarà la resa, come si può vedere bene attraverso questo video, in cui si mostrano i test fatti alla nuova tecnologia attraverso la riproduzione del cortometraggio The Vostok-K Incident.

The Vostok K Incident

È stato il team stesso che ha realizzato il cortometraggio (a cui hanno contribuito scrittori, sound designer, ricercatori e sviluppatori) a chiedere l’aiuto della Naked Productions, nota società di produzione che ha messo a servizio del progetto la propria esperienza e le proprie tecnologie, per registrare e mixare il contenuto. Fondamentale, in una seconda fase, è stata la ricerca di un formato comune, capace di adattarsi in maniera flessibile a tutti i dispositivi connessi, indipendentemente dalla loro potenza.

Per avere un’idea più completa, si può accedere a The Vostok-K Incident attraverso BBC Taster: configurazione semplice, interfaccia che aiuta la connessione di un numero variabile di dispositivi, e il gioco e fatto. Non resta che aspettare per poterci godere tutto questo sulla poltrona di casa.

I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.