Auschwitz
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Per la rubrica Pillole di Storia, oggi vi parleremo dell’orrore nazista del campo di concentramento di Auschwitz

Era il 14 giugno 1940 quando i nazisti resero operativo il campo di concentramento di Auschwitz. Per la rubrica Pillole di Storia cercheremo di capire cosa è stato e cosa rappresenta attualmente Auschwitz.

Auschwitz

In Polonia, c’è una cittadina chiamata Oświęcim, ubicata nel voivodato della Piccola Polonia. Questa città è conosciuta anche con un altro nome, tedesco: Auschwitz.

Un nome diventato sinonimo di orrore, morte e sterminio.

Per amore di precisione, dobbiamo ricordare che a Oświęcim c’erano una serie di campi e non solamente uno.

Auschwitz I è il campo originario; Auschwitz II è in realtà il campo di sterminio di Birkenau l(il nome polacco  è Brzezinka); ad Auschwitz III (Monowitz\Monowice) sorgeva il campo adibito al lavoro forzato.

Oltre a questi tre campi principali, ve ne erano altri 45 che avevano lo scopo di impiegare manodopera schiavile da utilizzare per lo sforzo bellico nazista.

Il complesso era gestito dalle SS, guidati dai comandanti: Rudolf Höß (1900-1947);  Arthur Liebehenschel (1901-1948); Richard Baer (1911-1963).

Il 27 gennaio 1945, giorno della liberazione del sistema dei campi da parte dell’Armata Rossa, è diventato per molti il Giorno della Memoria.

Dopo la II Guerra Mondiale

Auschwitz è legata a doppio filo con lo sterminio che gli ebrei hanno subito durante la II Guerra Mondiale. Milioni di ebrei europei sono stati uccisi in questi maledetti campi ma non furono gli unici a morire ad Auschwitz, quest’ultimo è considerato il luogo per eccellenza del martirio del popolo polacco.

Proprio per questo motivo, nel 1947 il Parlamento Polacco decise di far realizzare ad Auschwitz un museo-memoriale, ad imperitura memoria di quanto accaduto.

Negli anni passati ci sono state anche violentissime polemiche tra polacchi ed ebrei per tutta una serie di questioni concernenti Auschwitz. Per entrambi gli schieramenti è un simbolo troppo significativo per poterne fare a meno.

Primo Levi è stato ad Auschwitz, un luogo che non ha mai più dimenticato.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.