Auto volanti: la fantascienza sta diventando realtà
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“Segnatevi queste parole: automobili e aeroplani si combineranno. Potete sorriderne, ma avverrà” – La predizione di Henry Ford sta per realizzarsi

“Segnatevi queste parole: automobili e aeroplani si combineranno. Potete sorriderne, ma avverrà”, così dichiarava Henry Ford (il creatore della Ford Motor Company) nel 1940.
Quanti film e quante serie tv hanno citato, soprattutto in chiave fantasy, quelle famose auto volanti che tanto sembravano lontane; ad oggi, nel 2018, possiamo affermare che la messa in commercio non è mai stata così vicina.

Cosa si intende per auto volante

Quando ci riferiamo alle “auto volanti” (o aviomobili), esattamente come dice la parola, parliamo di automobili in grado anche di volare.
Come già accennato, questo tipo di ibrido tra un automobile e un velivolo è stato da sempre protagonista in vari film fantasy (vedi ritorno al futuro); nel corso dei decenni però sono iniziati studi scientifici e fisici mirati alla realizzazione di questi mezzi di trasporto.

La commercializzazione, annunciata e smentita più volte nel tempo, è ormai parte del nostro futuro prossimo.
Tra i progetti e concept più attendibili annoveriamo sicuramente quelli dell’AeroMobil 3.0 e della Terrafugia Transition(che analizzeremo nei prossimi paragrafi), che si stima verranno messe in vendita nel giro di 2-3 anni.

Le auto volanti nel ventesimo secolo

Fin dagli albori del 1900 l’aviomobile è stata oggetto d’interesse da parte di scienziati e nella cultura di massa, sia per il sogno di voler creare un oggetto assai futuristico, sia valutando l’effettiva ergonomia della stessa nella vita di un individuo.

1917, L’Autoplane di Curtis : questo si può definire come il primo “prototipo” di auto volante, ad opera di Glenn Curtis.
Per quanto potesse rappresentare una novità assoluta, anche affascinante per certi versi, avendo un limitato spazio interno, esso non riuscì mai a volare decretando con ciò il fallimento di questo “concept”.

1933, L’Air Commerce Bureau degli Stati Uniti d’America aprì un concorso dedito alla costruzione di un‘aviomobile.
Il progetto più intrigante fu quello presentato da Waldo Waterman con la sua “Aeromobile”; sfortunatamente il periodo della “Grande depressione” non fu di aiuto e questo progetto non trovò mai un applicazione.

L’Aerocar di Taylor

Ora facciamo un salto “in avanti” fino agli anni 40, quando ben tre progetti vennero presentati in cerca di fortuna.
Il primo nel 1945, ma era molto lento, pesante e scomodo; pur ottenendo un certificato di volo non venne mai messo in vendita.
1947: il secondo prese il nome di “Convaircar”, presentava ali rimovibili applicate sul tetto, un telaio in fibra di vetro ed era omologato per 4 persone; purtroppo un test fu fatale per il pilota, che morì in seguito a uno schianto; inutile dire che il progetto fu abbandonato.

Nel ’49 l’Aerocar di Molt Taylor ottenne pure un contratto per la produzione di massa, ma a causa di vari cavilli burocratici non fu messa in vendita.
Vennero costruiti fino a 6 modelli, uno è ancora esistente.
Anche il vecchio continente vanta alcuni progetti e studi: nell’Italia del dopoguerra venne creata l’aeromobile Colli PL 2C.

Dagli anni ’70 in poi si sono intensificati gli studi sulle auto volanti, ma le loro applicazioni sono rimaste più teoriche anzichè dedite alla vendita.

Il XXI secolo

Da quest’anno in Giappone stanno studiando una soluzione per diminuire drasticamente il traffico cittadino, rendendo più comodi gli spostamenti in tutto lo stato.
A tal proposito, dunque, da Tokyo stanno intervenendo dapprima riguardo la burocrazia e poi cercando dei partner per la realizzazione di queste opere, Uber ad esempio investirà in queste tecnologie ben 20 milioni di euro

L’AeroMobil 3.0

Prodotta da una compagnia slovacca, l’AeroMobil 3.0, vanta un telaio in acciaio e la carrozzeria in fibra di carbonio.
Mossa da un motore Rotax 912, molto potente, ha un peso di “appena” 450 Kg.
L’autovelivolo per prendere il volo necessita di una “corsa” di almeno 200 metri piani, mentre l’atterraggio ne necessita 50.
Può raggiungere una velocità tra i 160 km/h su strada(con 875 km circa di autonomia) e 200 km/h in volo (qui i km di autonomia sono circa 700).
Per usufruirne è obbligatorio avere la licenza di pilota di volo.
Potrebbe già essere in vendita dal 2018, ad una cifra che si aggira tra i 200.000 e i 300.000 euro.

La Terrafugia Transition

L’auto è lunga quasi 6 metri, ha ali ripiegabili che le permettono di raggiungere una larghezza massima di 2 metri, in modo da renderla poco ingombrante.
Può diventare un velivolo in meno di un minuto tramite la pressione su uno specifico comando.
Ha un motore rotax da 100 cv e in volo ha un‘autonomia di quasi 700 km ad una velocità massima di 185 km/h.
E’ a trazione posteriore, si alimenta a benzina e per guidarla è obbligatorio possedere il “brevetto di volo per ultraleggeri”.
Ha effettuato vari test di volo ed è quasi pronta alla vendita, forse già da quest’anno.
Il prezzo raggiunge i 280 mila dollari.