Azienda cerca volto per i propri robot
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Centomila sterline offerte per trovare un volto umano per i propri robot. Cosa ne pensate di questa iniziativa?

Ciò che a noi importa di un robot riguarda la sua efficienza. Ma è sempre così o ci sono altri fattori che devono entrare in gioco per rendere un robot un prodotto perfetto?

A quanto pare, secondo un’azienda, sì. La faccia dell’androide è di vitale importanza perché deve esprimere gentilezza e un senso di fiducia nel cliente che lo dovrà acquistare. Per questo motivo una società, che lavora nel campo della robotica, ha effettuato una richiesta molto particolare.

Un volto per un robot

100mila sterline, all’incirca 115mila euro, sono state offerte alla persona che avrà concesso il suo volto sui nuovi robot di questa compagnia che è voluta rimanere anonima.

Geomiq, agenzia incaricata della ricerca, ha postato sul suo blog questa particolare richiesta. Cercano una persona, sembra che non sia stato specificato il sesso, che presenti un viso “gentile e amichevole”.

L’androide, che sarà prodotto in migliaia e migliaia di esemplari, sarà in vendita dall’anno prossimo e sarà utilizzato per interagire con persone anziane (una sorta di badante forse?).

Asimov aveva ragione?

Isaac Asimov, celebre scrittore statunitense di fantascienza, si è occupato molto di robot e del loro rapporto con gli esseri umani. In numerose sue opere, come ad esempio Abissi d’Acciaio, parlava di androidi sempre più umanoidi e con un volto sempre più umano.

Perché questa decisione? Per un motivo molto semplice, perché gli esseri umani avevano difficoltà ad interagire e a rapportarsi con robot senza volto umano.

Come andrà a finire? Ci sarà una sempre maggiore umanizzazione dei nostri robot? Vi terremo aggiornati sui futuri aggiornamenti.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.