Backup
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3 passi per effettuare il backup in sicurezza

In occasione della giornata mondiale del backup, ecco degli utili e pratici consigli per non perdere mai i propri ricordi!

La nostra vita in un device

Tutti i giorni utilizziamo i numerosi dispositivi elettronici per fissare nel tempo ricordi tramite, foto, video, ricordare eventi importanti o promemoria grazie all’agenda… ma siamo realmente in grado di proteggere i nostri files? Questo è possibile grazie al backup. Il problema è che una persona su tre lo effettua abitualmente.

Scattare una foto, registrare un video, memorizzare una nota vocale o un numero di telefono sono azioni oramai scontate e apparentemente banali e altrettanto scontato ci sembra che i dati generati siano sempre reperibili.

In realtà, è facilissimo che le schede di memoria si cancellino, che lo smartphone venga smarrito o rubato, che l’hard disk del computer si guasti irrimediabilmente. Accade anche di cancellare inavvertitamente dati importanti per sbadataggine. C’è poi anche chi affida le password della posta elettronica o dei social o addirittura dei conti correnti al proprio smartphone, dimenticando di annotarle in un posto sicuro. Quando capita poi di non poter accedere ai nostri preziosissimi dati, ci sentiamo persi, come fossimo tagliati fuori dal mondo o, addirittura, cancellati dalla nostra cerchia. Man mano che i Giga delle memorie aumentano, aumenta anche il rischio di cancellare le nostre identità elettroniche in un colpo solo.

Poche regole per preservare per sempre i nostri dati

Smarrire il proprio telefono oppure perdere i dati accumulati nel tempo, oggigiorno è un enorme problema, soprattutto perché facciamo molto affidamento ai nostri amati device.

I nostri telefoni, ma anche i tablet e PC, oramai fanno parte della nostra vita e ci sono fondamentali quasi al pari di un amico. Pertanto, quando smarriamo la nostra “protesi” elettronica oppure questa smette di funzionare, improvvisamente ci sentiamo persi. Questo sentimento si avverte ancor di più se non abbiamo effettuato un backup recente. In tal caso, oltre a non rivedere più un “amico fidato”, perderemmo anche tutte le informazioni salvate al loro interno nel tempo. Un backup non è altro che una copia dei dati in un posto diverso, da cui è possibile recuperali. Ripristinare i files smarriti costa, ed anche tanto. Si calcola, infatti, che nel 2023 la spesa mondiale per cercare di recuperare e ripristinare dati andati perduti ammonterà a ben 2.500 miliardi di dollari.

Ogni quanto bisogna fare il Backup?

Come sempre, prevenire è meglio che curare. Per evitare di correre rischi bastano pochi passi. Il Backup consiste nel salvare i dati presenti nel proprio device su una memoria esterna fisica o virtuale. Esso deve essere effettuato periodicamente, in modo tale da averlo sempre aggiornato. Infatti, una volta sola non è sufficiente a garantire una protezione efficace. Teoricamente, il backup dovrebbe essere effettuato periodicamente in base al device di nostro interesse: una volta al giorno per i cellulari, visto che è il dispositivo elettronico che utilizziamo più spesso; settimanalmente per il PC; ogni quindici giorni per i tablet. Ovviamente dipende anche dall’utilizzo che si fa del dispositivo in nostro possesso. La cosa migliore è quella di impostare un promemoria sullo smartphone che ci ricordi l’appuntamento backup.

Dove salvare i dati?

Le soluzioni adatte per i backup sono numerose. Esistono cloud virtuali, memorie esterne e programmi nati proprio per il backup. La soluzione migliore (anche se forse rasenta la paranoia) sarebbe quella di effettuare il backup con almeno due di questi metodi, per essere realmente al sicuro. Esistono molti software che fanno il backup automatico del dispositivo. Tra questi vi è Acronis True Image, che però è a pagamento. Ottimi sono anche AOMEI Backuper e Easus Backup che al contrario sono gratuiti. Se si preferisce utilizzare hard disk esterni, invece, controllate la capienza generale e la velocità di scrittura.

Se vi sono dati in condivisione, una soluzione utile ed anche sicura prevede l’utilizzo di cloud virtuali condivisi, come Dropbox.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.