Bambini e innovazioni tecnologiche vantaggi e riflessioni

259
innovazione tecnologiche
adv

Cogliere le opportunità che le innovazioni tecnologiche ci offrono affiancandole alle nostre naturali fonti di apprendimento e non sostituendole ad esse

Da un lavoro americano compiuto e divulgato dall’organizzazione Common Sense Media, è emerso che, fino agli otto anni, un bambino americano trascorre due ore e più davanti a dispositivi elettronici come televisioni, tablet e smartphone e che il 40% di essi possiede un tablet.

Il 20% dei bambini italiani inizia ad avere un approccio con il cellulare durante il primo anno di vita, e dai tre agli otto anni riesce ad usarlo con completamente ed anche con maggiore facilità, ciò avviene anche per l’uso del Tablet. Questo studio ci dimostra che si sta verificando un grande cambiamento digitale che coinvolge in maniera preoccupante i più piccoli.

L’organizzazione che ha svolto questa indagine sostiene i genitori dando loro un supporto sull’uso corretto delle tecnologie digitali dei propri figli, rilevando che dal 2013 ad oggi la percentuale del tempo che i bambini trascorrono davanti ai dispositivi mobili è quasi triplicato, ciò fa riflettere su questo male che coinvolge in modo quasi simile tutti i bambini dei paesi tecnologicamente avanzati.

Questa ricerca ha preso a campione 1.400 famiglie americane, con figli sotto gli otto anni e con un reddito variabile da basso ad elevato. Ai genitori è stato sottoposto un questionario che pendeva in esame le abitudini sull’usa delle tecnologie e dei media.

Dalle risposte al questionario è emerso che già da anni l’uso della tecnologia è presente nella vita dei bambini quotidianamente. Il risultato ha confermato le statistiche, ciò che invece è cambiato e continua a cambiare velocemente è il modo in qui questi vengono usati.

Mentre decresce il tempo che i bambini trascorrono davanti al televisore e i dvd, cresce sempre di più, l’uso dei tablet e degli smartphone.

I più assidui con questi prodotti tecnologici sono i bambini appartenenti a famiglie meno abbienti.

I ricercatori hanno poi osservato le impressioni dei genitori di fronte a questi dati.

I due terzi di loro hanno ritenuto il tempo dedicato alla tecnologia dai propri figli, adeguato. Il rimanente, spesso di origini latino-americane, si è ritenuto preoccupato dal futuro ed hanno dimostrato apprensione sia sul tempo dedicato ai giochi dai loro figli, ma anche dal pericolo di contenuti violenti o a tema sessuale.

Come usare al meglio questi “oggetti”

Per potere rassicurare i genitori è importante che i ragazzi giochino o impieghino il loro tempo ludico integrando ai giochi tecnologici, i giochi che erano soliti fare prima dell’avvento di queste macchine, giocare a pallone in cortile, andare al parco, giocare a carte, cioè far sì che la loro vita sia arricchita da questi giochi e non monopolizzata da loro.

I vantaggi

Dedicare tanto tempo ai nuovi giochi, secondo alcuni esperti può avere degli aspetti positivi. Il professore associato in Neuroscienze cognitive alla Scuola internazionali di studi superiori Sissa di Trieste, Davide Crepaldi così dichiara: “L’importante è che questi nuovi strumenti di apprendimento non sostituiscano quelli più tradizionali, il punto cruciale, infatti è che i nostri bambini hanno bisogno di stimolazioni diverse, ricevendo più informazioni da più canali, inclusi quelli digitali, così l’apprendimento si arricchisce” Secondo il professore, l’utilizzo equilibrato, sotto il controllo dei genitori, di queste tecnologie potrebbe essere addirittura positivo per lo sviluppo linguistico e mentale del  bambino, un esempio potrebbe essere inoltre quello della visione di cartoni animati in inglese, ciò potrebbe migliorare l’approccio con la lingua straniera, usare giochi molto dinamici potrebbe aiutare invece l’informazione visiva.

Le nuove frontiere delle ricerche avanzano l’ipotesi che l’uso dei giochi tecnologici potrebbe aiutare anche i bambini affetti da Dislessia.

I danni

Un consiglio che si può dare ai genitori è di non far giocare i bambini su smartphone e tablet, né guardare la televisione, nell’ora precedente all’addormentamento. A risentirne potrebbe essere il sonno, con risvegli frequenti, e una cattiva qualità del sonno stesso. Anche la vista potrebbe andare incontro a disturbi, in questa fascia della vita la vista è ancora in fase di sviluppo e l’esposizione alla luce blu degli schermi potrebbe incidere sulla produzione di melatonina, un ormone molto importante per il sonno. La situazione in campo internazionale che allarma molto i medici è la presenza di televisori o altri schermi che rimangono accesi la notte, nella cameretta dei bambini.

Riflessioni.

Storicamente le situazioni di cambiamento portano confusione e in alcuni casi disorientamento, l’avvento del digitale anche nel campo infantile può produrre effetti positivi, rappresentare anche opportunità, l’importante è seguire delle regole e che queste nuove opportunità formative vadano ad aggiungersi a quelle già esistenti e non a sostituirle.

Un po’ di me...mi chiamo Patrizia, amo la mia città. Adoro girare per le sue strade intervistando persone comuni per rimanere sempre legata alle tradizioni storiche, artistiche e fantastiche della mia città. Ritengo alcuni valori fondamentali, il senso di appartenza, la memoria, il rispetto per l’altro. Sono molto attiva nel campo del sociale collaborando con un CAV di cui sono anche socio, in qualità di counselor. Adoro fotografare e scrivere, amo leggere romanzi storici italiani o stranieri, in modo particolare amo gli scrittori dell’America latina, Gabriel García Márquez, Isabel Allende, Paulo Coelho, Jorge Amado, Sivulpeda. Tra gli scrittori italiani, oltre ai grandi classici, come Manzoni, tra i moderni e contemporanei Enzo Striano e il mitico Maurizio De Giovanni. Eccomi questa sono io Storia e Leggenda, Mito e Realtà in breve il resto lo lascio a voi