Bambini isolati
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Il Tribunale dei Minori dovrà trovare una nuova sistemazione al bambino perché la struttura non può accogliere minorenni

 

Una storia di dolore, probabilmente di disperazione, quella che gli operatori di Casa Sebastiano, struttura all’avanguardia per l’autismo, hanno dovuto gestire. Una chiamata da fuori provincia, arrivata da un’assistente sociale di un’altra regione, ha spiazzato la pedagogista che l’ha accolta. La richiesta di trovare una sistemazione ad un bimbo di 11 anni perché “la famiglia non lo vuole più”.

Bambini che disegnano

La struttura Casa Sebastiano

Casa Sebastiano è un centro specialistico residenziale e semi-residenziale accreditato con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. La residenza è stata inaugurata il 2 aprile 2017 dalla Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus, che lavora per implementare l’inclusione sociale e lavorativa di persone con diagnosi di autismo. Tra le attività messe a disposizione, si va dalla cucina alla musicoterapia, dalla falegnameria alla pittura.

Bambino a scuola

Le parole del Presidente di Casa Sebastiano

Il Centro riceve chiamate quotidianamente. Da vere e proprie richieste di aiuto, alle semplici informazioni, è in contatto con persone da tutta Italia e, molto spesso, anche dall’estero. Ma la chiamata arrivata per accogliere questo bambino è stata diversa. “Purtroppo non avevamo disponibilità per accogliere questo bambino nella nostra struttura, perché è minorenne e non siamo autorizzati. Quindi la telefonata con l’assistente sociale non è durata molto. Quello che si può dire è che purtroppo, in generale, mancano gli aiuti, le informazioni per queste situazioni. Come quando questi ragazzi finiscono la scuola dell’obbligo e cala il buio assoluto da parte delle istituzioni, perché è complicato trovare sostegno e supporto in età adulta“. Queste sono state le parole di Giovanni Coletti, presidente della Fondazione.

 Un fallimento per le istituzioni

Ad oggi, ci si chiede quale sia il motivo che abbia spinto questi genitori verso una scelta così drastica. Probabilmente la mancanza di supporto, come ha affermato Coletti, la mancanza di servizi adeguati e concreti verso queste situazioni. La mancanza della giusta sensibilità per trattare ed affrontare tematiche come questa. “Se una famiglia si arrende, le istituzioni hanno fallito, sostengono gli operatori di Casa Sebastiano.