cure omeopatiche
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Si sono affidati alle parole dell’omeopata e il bambino non ce l’ha fatta; la condanna a 3 mesi di reclusione

È successo ad Ancona. Il piccolo Francesco Bonifazi, di soli 7 anni, è morto a causa di un’otite curata con rimedi omeopatici, aggravatasi in pochissimo tempo. I genitori sono stati condannati a 3 mesi di reclusione “per non aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio”. Anche l’omeopata che ha prescritto la cura sarà processato.

reparto Pediatria

L’otite doveva essere curata con antibiotici

L’otite poteva essere tranquillamente curata con antibiotici, soprattutto quando le condizioni del bambino non erano ancora così gravi. Ma i genitori hanno preferito affidarsi alle cure di Massimiliano Mecozzi, l’omeopata che ha prescritto Camomilla, Gelsemium, Hipericum e altre piante antinfiammatorie. La tachipirina poteva essere somministrata solo in caso di febbre superiore ai 43 gradi e vietate le vaccinazioni, altrimenti avrebbero compromesso la buona riuscita della cura. Ma le condizioni sono precipitate in pochissimo tempo.

Le condanne

I colloqui tra i genitori di Francesco e l’omeopata sono stati telefonici. Non vi è stata l’esigenza di visitarlo neanche quando il bambino ha accusato un ascesso all’orecchio, visto come un segnale di guarigione. Ma la febbre molto alta, l’inappetenza e altri sintomi di malessere generale erano troppo evidenti.  Francesco muore all’ospedale di Ancora, dopo aver quasi per l’udito e in condizioni fisiche gravissime. A distanza di tempo dall’avvenuta tragedia, la sentenza di colpevolezza nei confronti dei genitori e del medico elenca tutti gli errori imperdonabili che sono stati commessi. “Neppure la fiducia riposta nel medico, legittima e giustificata, può escludere un residuo obbligo di protezione nei confronti del minore”, queste le parole del gip Paola Moscaroli. La condanna è di 3 mesi di reclusione per i genitori, mentre l’omeopata Mecozzi dovrà comparire il prossimo 24 settembre presso il tribunale di Ancona per il processo.