Le banche centrali contro i bitcoin: no alle criptovalute

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Tutti ne parlano e tutti li vogliono…o forse no. Si parla dei bitcoin, la moneta virtuale ideata da Satoshi Nakamoto nel 2009 che, a distanza di nove anni, è uno degli argomenti più chiacchierati dell’intero globo. C’è chi parla dei suoi vantaggi, chi delle minacce o chi semplicemente cerca di capirci qualcosa su questo nuovo, ma nemmeno tanto, mondo delle criptovalute.

A chi i bitcoin proprio non vanno giù, sono le banche centrali; queste, infatti, ritengono le criptomonete una “non valuta” e a ribadire, o rafforzare, questo concetto ci pensa il governatore della Banca centrale del Portogallo, Carlos Costa, durante un confronto con alcuni studenti che gli hanno rivolto diverse domande, tra le quali alcune proprio sui bitcoin.

Il governatore portoghese Costa tuona: “Non sono valute”

Questo incontro è avvenuto a Siena durante il progetto sostenuto dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, “Young Factor”, dove il governatore Costa ha, appunto, confermato la contrarietà delle banche centrali di adottare i bitcoin che, secondo sue testuali parole, “non ha nulla a che vedere con le banche centrali in quanto è una non valuta”.

Se le notizie provenienti dalla Svizzera circa l’alto rischio che le banche possono correre con i bitcoin, sembrano dar ragione alle parole di Carlos Costa, allo stesso tempo le criptomonete potrebbero essere una grande opportunità, ma è fondamentale che si capisca bene cosa sia il bitcoin e come funziona realmente, per capire bene l’impatto che questo fenomeno potrebbe avere sull’economia mondiale.

Le banche centrali, comunque, sembrano indirizzate più verso la valuta digitale, come afferma sempre il governatore portoghese Costa. Questa, infatti, potrebbe essere la novità introdotta nel mondo bancario e potrebbe essere, in futuro, emessa da tutte le banche centrali. L’economista, infine, suggerisce a tutti gli altri governatori mondiali di iniziare a rifletterci su e considerare concretamente l’introduzione della valuta digitale, che potrebbe segnare l’inizio dell’ennesima trasformazione tecnologica della nostra società.