Foto ritoccate con Photoshop
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Photoshop non sarà più il miglior alleato degli Influencer, l’intelligenza artificiale svela gli inganni che si celano dietro alle foto

Nel mondo dei social e delle informazioni che diventano virali online, il supporto dell’intelligenza artificiale, che permette di elaborare foto e immagini d’effetto, diventa senza dubbio un aspetto essenziale. Siamo coscienti del fatto che gran parte delle foto postate in rete, in particolar modo su Instagram, il photo social per eccellenza, siano in parte ritoccate. Questione essenziale per gli Instagrammer, o più comunemente Influencer, dietro le cui immagini apparentemente perfette si celano introiti da capogiro.

 

photoshop

A smascherare gli inganni ci pensa Adobe

Ma cosa accadrebbe se arrivasse un software apposito, pronto a smascherare modifiche e ritocchi, creati ad hoc, per generare click? Ce lo spiega Adobe, creatore di Photoshop che, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Berkeley, sta ideando un progetto che utilizzerà il machine learning per riconoscere immagini fake o contraffatte. Al momento esiste un prototipo che riconosce unicamente immagini di volti umani, ma gli studi sono propensi a perfezionare le tecniche di identificazione, visti i risultati incoraggianti raggiunti in breve tempo.

 

fake news

Come funziona

I ricercatori impiegati nello studio utilizzano una rete neurale convoluzionale, alla quale  somministrano ripetutamente numerose immagini prese sul web. Questa rete agisce imitando le funzionalità della corteccia visiva cerebrale. Lo step successivo è quello di applicare il filtro di Photoshop Face Aware Liquify alle immagini, per rilevare le differenze tra le foto originali e quelle modificate. E qui il gioco è fatto: i piccoli “inganni” verranno a galla esaminando eventuali discrepanze tra i pixel ritoccati e quelli circostanti. Naturalmente, il software è attualmente in fase di sperimentazione e occorrerà del tempo prima che possa essere utilizzato a livelli più alti. Ma gli effetti più utili potranno essere applicati ai siti che generano news per riconoscere notizie gonfiate, false o totalmente inesistenti. Un passo decisivo, dunque, per aiutare a combattere la disinformazione online, che altera costantemente la percezione degli utenti e distorce la realtà.