An aerial view shows the massive damage at Beirut port's grain silos (C) and the area around it on August 5, 2020, one day after a massive explosion hit the harbour in the heart of the Lebanese capital. - Rescuers searched for survivors in Beirut in the morning after a cataclysmic explosion at the port sowed devastation across entire neighbourhoods, killing more than 100 people, wounding thousands and plunging Lebanon deeper into crisis. (Photo by - / AFP) (Photo by -/AFP via Getty Images)
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Roberto Caldarulo, il nostro militare rimasto coinvolto nell’esplosione di Beirut, non è ferito gravemente. Sale il numero di morti e feriti

Beirut, capitale del Libano, sembra ritornata ad essere un campo di battaglia: secondo le ultime stime fornite dal Ministero della Sanità libanese, i morti sono 137, i feriti 5.000 e 

Morte e distruzione a Beirut

Il governatore della città ha informato l’opinione pubblica che gli sfollati sono circa 300.000  e secondo una prima stima i danni ammonterebbero a  più di tre miliardi di dollari. 

L’esplosione che ha devastato martedì pomeriggio la capitale del Paese dei Cedri, infatti, ha provocato danni consistenti a metà circa del territorio metropolitano. 

Secondo dati (riportati su Wikipedia), a Beirut abitano più di un milione di persone. 

Roberto Caldarulo

Tra i feriti abbiamo anche un italiano, il caporal maggiore Roberto Caldarulo, 40enne pugliese di Palombaio (frazione di Bitonto, Città Metropolitana di Bari).  Ha riportato una ferita ad un braccio, fortunatamente non grave. 

Intervistato da vari giornali così si è espresso dopo il terribile evento: “Rivedere l’alba dopo i soccorsi è stato come l’inizio di un nuovo giorno“. 

Il dolore di Mika

Tanti i commenti espressi sui social su quanto accaduto. Il cantante di fama internazionale Mika (pseudonimo di Michael Holbrook Penniman Jr.) è profondamente legato a Beirut, essendovi nato il 18 agosto 1983. Anche se ormai è cittadino britannico non ha mai tagliato i suoi legami con il Libano. Tramite Twitter ha voluto esprimere, in francese, tutto il suo dolore per la profonda ferita inferta a Beirut: “Guardo, leggo con preoccupazione, tristezza e orrore gli eventi di Beirut. Quello che è successo, la distruzione, i feriti e le vite perdute è straziante. Non sappiamo ancora come è successo, ma i danni e le sofferenze sono terribili. Proprio in questo giorno quattro anni fa mi esibivo al Baalbek in Libano. Ho passato la mattinata a guardare le fantastiche foto. Oggi finisco la mia giornata guardando le foto di Beirut. Il mio cuore è con Beirut e il Libano #beirutlebanon“. 

La preghiera di Papa Francesco 

Papa Francesco I, durante l’ultima udienza generale, ha voluto esprimere la vicinanza della Chiesa al popolo libanese: 

Preghiamo per le vittime e per i loro familiari, e preghiamo per il Libano, perché con l’impegno di tutte le sue componenti sociali politiche e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso, e con l’aiuto della comunità internazionale superare la grave crisi che sta attraversando“. 

Gli aiuti europei 

L’Unione Europea ha annunciato, tramite Janez Lenarčič (Commissario europeo per la gestione delle crisi), l’invio di un centinaio di pompieri “altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane. Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite“. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.