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Il Bitcoin: o lo ami o lo odi. Si potrebbe riassumere così il fiume di dichiarazioni sulla criptovaluta più famosa del mondo, ormai nota a tutti e sulla quale in tanti si sono espressi, in maniera più o meno favorevole.

L’ultimo a farlo è stato Bill Gates, scatenando un polverone. Facciamo una piccola ricognizione sui virgolettati di vip, tecnici e addetti ai lavori.

Gates e Buffet: “speculazione” e “veleno per topi”

Ci è andato giù pesante il fondatore di Microsoft, quando ha recentemente parlato del Bitcoin, definendolo una operazione puramente speculativa, anche se sostenuta da una tecnologia molto interessante, come quella delle blockchain.

Intervistato dalla CNBC, Bill Gates ha spiegato che, se ce ne fosse possibilità, sarebbe pronto a scommettere una grossa cifra sul prossimo collasso della criptovaluta: «Se ci fosse un modo facile per farlo farei immediatamente short (termine anglosassone che indica una scommessa sui ribassi, ndr) sul Bitcoin».

Ha aggiunto inoltre che, trattandosi di un asset class che non produce nulla, non ci si può aspettare che salga di valore di continuo, rivelandosi perciò una operazione speculativa. Nella stessa intervista, Gates ha raccontato di aver ricevuto in passato dei Bitcoin come regalo di compleanno, ma di averli venduti subito.

L’intervista a Bill Gates è avvenuta qualche minuto dopo la conclusione dell’assemblea annuale dei soci della Berkshire Hathaway, del cui consiglio di amministrazione il miliardario americano fa parte.

Nel corso della stessa assemblea, svoltasi a Omaha, nel Nebraska, aveva preso parola sulla questione Warren Buffett, numero uno della banca, definendo il Bitcoin un “veleno per topi al quadrato”. «Quando si comprano asset non produttivi – ha dichiarato – tutto quello su cui si conta è che ci sia qualcuno che paghi di più, perché è ancora più entusiasta di chi lo ha acquistato in precedenza. Un gioco che, però, non può durare all’infinito».

Le stroncature di Buffet e di Gates non sono proprio da considerarsi irrilevanti da un punto di vista del mercato: le loro dichiarazioni hanno infatti smorzato il tentativo di recupero del Bitcoin verso quota diecimila dollari.

Cosa ne pensano politica, economia e cultura

Per quanto riguarda gli esponenti del mondo politico e culturale, le posizioni sulle criptovalute e in particolare sui Bitcoin sono molto varie. Tra i primi a esporsi, già nel 2016, ci fu l’ex vicepresidente degli Stati Uniti (sotto la presidenza Clinton) Al Gore. Da sempre sostenitore delle politiche di deregulation dell’industria finanziaria, Gore si è dichiarato “entusiasta” dello sviluppo del Bitcoin, «una innovazione che i governi non dovrebbero guardare con scetticismo o paura, ma anzi, imparare a utilizzare per rinnovare i propri sistemi economici».

Dello stesso parere il filosofo e matematico Nassim Nicholas Taleb, libanese naturalizzato statunitense, che ha parlato del Bitcoin come di «un’idea ecellente, la migliore degli ultimi anni». Controcorrente rispetto all’opinione di molti critici, ha esaltato il sistema alla base delle valute virtuali come qualcosa di spontaneo e per questo positivo nella sua “incontrollabilità”: «Nell’epoca dei grandi monopoli, il Bitcoin non è di nessuno, e nessuna autorità può decidere del suo destino. È dei suoi utenti, del suo popolo, e dura da anni ormai, così da poter essere considerato una importante espressione di democrazia».

Vip e Bitcoin: ecco chi investe sulla moneta virtuale

Cantanti, attori, personaggi famosi del cinema, della moda, della televisione e dello sport. Sono tantissimi i vip che in America hanno dichiarato di aver fatto fruttuosi investimenti in Bitcoin, e tanti altri quelli che hanno preferito rimanere dietro le quinte e non esporsi.

Tra le prime a intuire le potenzialità delle criptovalute ci fu l’ex Spice Girl (o probabilmente l’entourage che ne gestisce il patrimonio) Mel B: la cantante decise infatti di accettare fin dal 2013 versamenti in Bitcoin in cambio della vendita del proprio album For once in my life.

Una scelta che si è rivelata vincente, ma sulle cui cifre Mel non ha mai voluto dir nulla di preciso. Scelta simile, qualche anno dopo, quella fatta da Bjork, che ha venduto il proprio album non solo in cambio di Bitcoin, ma anche di Litecoin, Dash e Audiocoin.

Ancora, si possono citare molti personaggi del cinema a stelle e strisce, a cominciare da Ashton Kutcher, ex fidanzato di Demi Moore, che ha investito grosse cifre sulla criptovaluta più famosa, così come in passato aveva fatto con Uber e Airbnb.

Sempre nel mondo del cinema, tra i fan del Bitcoin ci sono anche l’attore Donald Glover e Gwyneth Paltrow, che addirittura lo scorso anno è diventata consulente dell’app/wallet Abra, per la gestione di criptovalute.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, citando personaggi più o meno sospettabili. Tra i primi c’è Paris Hilton, che via Twitter ha spesso mostrato il suo apprezzamento per le valute virtuali.

Tra i secondi, l’ex pugile Mike Tyson, che nel 2015 ha addirittura installato il primo bancomat per Bitcoin in una palestra di sua proprietà a Las Vegas.