Carabinieri
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La donna, trovata carbonizzata in un casolare a Bologna, aveva denunciato l’uomo per molestie sessuali mesi prima

 Una giovane donna marocchina di 32 anni, Atika Gharib, è stata ritrovata carbonizzata in un casolare di Castello d’Argile, a Bologna. Per l’omicidio, in arresto l’ex fidanzato M’Hamed Chamekh, fermato su un treno a Ventimiglia, che cercava di scappare in Francia. Le accuse sono di omicidio e distruzione di cadavere.

violenza sulle donne

Un passato di molestie e denunce

Ad incastrare l’uomo, una telefonata, in cui ammetteva ad un familiare la sua colpa. Da quel momento sono partite le indagini dei Carabinieri che hanno portato all’arresto. La tensione tra i due era cominciata quando, diversi mesi fa, Atika aveva denunciato l’uomo per molestie sessuali nei confronti della figlia 16enne, avuta da una precedente relazione con un altro uomo. Una rottura che probabilmente non aveva mai accettato, fino ad arrivare al punto di attirarla con una scusa al casolare e ucciderla.

L’sms inviato alla madre

Secondo la testimonianza della sorella di Atika, Khadija Gharib, l’uomo avrebbe inviato un sms alla madre della vittima con scritto: “Ho già ucciso tua figlia. Non c’è già più, non la vedrai più”. E non solo, sarebbero partite anche diverse telefonate ai familiari, subito dopo il delitto, con le quali ammetteva il terribile gesto. Sono state avvisate immediatamente le forze dell’ordine, le quali hanno recuperato i tabulati telefonici per analizzarli. La donna ha ammesso anche che, nonostante l’uomo avesse un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex fidanzata, continuava a non rispettarlo e a molestarla. La polizia era stata avvisata più volte, ma il 42enne era stato lasciato libero. “Non vogliamo che quanto accaduto a nostra sorella succeda ad altre donne“, queste le parole di Khadija.