e-commerce bot
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Si sa, la società moderna vive gran parte della propria giornata su internet; vuoi per motivi lavorativi o di puro svago; con l’utilizzo sempre in crescita dei social network, il web è diventato “terra di conquista” per milioni di internauti.

L’evoluzione di internet, nel corso degli anni, ha fatto registrare notevoli progressi dando sempre spazio a numerose novità. Tra queste da citare ci sono i BOT (robot, se vogliamo andare a ricercare la terminologia completa) che non sono altro che programmi informatici creati ad hoc per riprendere determinate informazioni, accedendo ad una rete specifica, su vari siti o, genericamente, in tutto il web.

Spesso ci è capitato, utilizzando un social network (per esempio il sempre più diffuso Telegram), di imbatterci in un BOT. È come se stessimo parlando con una persona in carne ed ossa ed in realtà si tratta di un “robot” che ci risponde, ci fornisce le informazioni che vogliamo ed allo stesso tempo ne raccoglie altre, andando ad aumentare il parco dati a propria disposizione.

L’utilizzo dei BOT sta esplodendo radicalmente, tanto che una ricerca condotta da Encapsule (dello scorso anno) ha dimostrato che il traffico dati prodotto dai BOT è stato superiore a quelli degli esseri umani, che può sembrare un paradosso.

Quando sentiamo che il BOT recepisce le informazioni generali sparse sul web, o specifiche, sicuramente ci porta a dover approfondire questo aspetto per poter capire effettivamente cosa fa, come si muove nel cyberspazio e che impatto può avere sulla nostra privacy. Fortunatamente può aiutarci a spulciare questo argomento, l’Akamai Technologies (azienda statunitense, precisamente del Massachusetts, che si occupa di distribuzione dei contenuti di molti siti web famosi) che ha realizzato un’indagine proprio per capire come si muove il BOT nel mondo del web.

Il risultato della ricerca ci dimostra che sono due le strade che il BOT percorre: una decisamente ad impatto negativo e cioè con una sorta di “spam” che va ad attaccare, a gamba tesa, qualunque sito web decida di puntare ed un’altra strada, che fortunatamente è quella più utilizzata da questi robot ed è sicuramente positiva. Google, per citare il motore di ricerca più importante al mondo, utilizza spesso i BOT per aiutare gli utenti nelle ricerche (andando ad indicare quelli che sono siti che si presentano con fattori di pericolosità).

Oggi, come abbiamo anche compreso dalla ricerca di Encapsule, l’utilizzo dei BOT è molto diffuso e le aziende decidono di utilizzarli sempre più frequentemente anche in un settore ben preciso: quello dell’e-commerce. Il motivo di questa scelta è presto detto; ci troviamo in un contesto molto competitivo e spesso i BOT permettono di tenere d’occhio la merce presente sul web (da grandi siti come Amazon e tanti altri ancora) per poterla acquistare a prezzi decisamente vantaggiosi e bassi (e nella settimana del Black Friday l’utilizzo dei BOT è stato decisamente surreale) e, in casi specifici, rivenderla immediatamente per ottenere un guadagno maggiore.

Altra tattica utilizzata, con l’ausilio dei BOT, è quella di “osservazione” da lontano (e nemmeno troppo) della concorrenza per capire le strategie utilizzate dalle altre aziende, riadattare la propria ed ottenere una posizione sul mercato migliore agli occhi della clientela. Il vantaggio che ne deriva, dal punto di vista aziendale, è notevole e ricopre più sfere: innanzitutto riesce a creare un rapporto di fidelizzazione con i clienti (presentandosi in modo competitivo sul mercato), riesce ad attuare strategie di marketing efficaci (dopo un’analisi della concorrenza) e anche di essere sempre pronti a soddisfare qualunque richiesta della clientela, quando si presentano difficoltà (attraverso supporto e assistenza, che è anche uno dei BOT più richiesti dal mercato oggi).

Se questi aspetti possono far sembrare il BOT uno strumento particolarmente utile nel ciclo di vita aziendale, dobbiamo ricordare (come detto all’inizio) che c’è sempre un lato “oscuro” di questi robot e gli utenti devono cercare di proteggersi di fronte a queste situazioni; se infatti viene subito fuori che quel BOT si presenta come pericoloso, bisogna immediatamente contrastarlo, con metodi antibot, per evitare che questo prenda il sopravvento rallentando tutto il sistema e creando danni non di poco conto per l’impresa titolare di quel sito web.

Resta comunque il fatto che i BOT ci sono, ci saranno e sempre in quantità maggiore, tanto che da più angoli del pianeta è stato confermato che il 2017 è il loro anno, anno della “consacrazione” e dell’utilizzo sempre più frequente soprattutto nell’e-commerce, perché in un mondo così globalizzato, dove la concorrenza è sempre più spietata, ogni metodo, lecito, è utile per poter superare determinati ostacoli e giungere primi al traguardo.