Bradisismo Flegreo il tempio di Serapide sommerso durante una fase di bradisismo discendente
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Oltre 80 terremoti a Pozzuoli negli ultimi 20 giorni, ma quasi tutti strumentali: il punto sull’evoluzione del bradisismo flegreo

Ritorniamo a fare il punto sullo stato del bradisismo flegreo, attraverso gli ultimi bollettini di sorveglianza settimanale emessi dall’Osservatorio Vesuviano. Ricordiamo che il bradisismo flegreo è un fenomeno in continua evoluzione naturale, bisognoso di un monitoraggio costante.

Oggi, grazie alle moderne tecnologie messe a disposizione dei vulcanologi, risulta possibile seguire passo passo l’evoluzione della caldera flegrea, per cercare di individuare in anticipo eventuali segnali di allarme. Allo stesso modo ricordiamo però che le tecnologie a disposizione, per quanto complesse e sofisticate, non ci permettono ancora di prevedere con esattezza eventuali eruzioni o terremoti.

Bradisismo Flegreo: il bollettino di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano del 26 novembre 2019

Nelle ultime due settimane il suolo flegreo è stato piuttosto “ballerino”. In ogni caso, quasi tutti i terremoti avvenuti sono stati talmente deboli da non essere avvertiti dalla popolazione. Dopo i 38 terremoti registrati nella settimana dal 12 al 19 novembre, nei sette giorni successivi (19 – 26 novembre) si sono verificate ulteriori 42 scosse di terremoto.

In particolare segnaliamo, nella notte di mercoledì 20 novembre, uno sciame sismico composto da una sequenza di 15 terremoti (20 nel corso dell’intera giornata). Si è trattato di scosse di magnitudo compresa tra M – 0,8 (leggi qui per il significato della magnitudo negativa) e M 1,7. Gli eventi sono avvenuti tra le ore 4.29 della notte e le ore 7.39 del mattino. Alcune scosse hanno avuto epicentro nella zona immediatamente retrostante al porto e sono stati avvertite dalla popolazione; nei pressi della Solfatara sono stati invece i boati provenienti dal vulcano a tenere in apprensione i cittadini.

Nei giorni successivi si sono verificati ancora numerosi micro-eventi, tutti di debole intensità: 6 scosse nella giornata di giovedì 21 novembre, 8 scosse venerdì 22. Negli ultimi giorni del mese la frequenza delle scosse si è sensibilmente ridotta, anche se altri terremoti di carattere strumentale si sono verificati anche più recentemente. L’ultimo terremoto registrato dalla rete sismologica flegrea risale alle ore 2:40 di ieri, sabato 30 novembre. Si è trattato di una breve scossa di magnitudo 1.2.

Nessun allarme da parte dei vulcanologi dell’Osservatorio: i Campi Flegrei sono in una fase di allerta “gialla” ed il livello di attenzione resta comunque alto.

La terra di Pozzuoli continua lentamente a salire

Continua la fase di bradisismo ascendente che sta interessando i Campi Flegrei da diversi anni. L’area di maggior deformazione del suolo, è risaputo, corrisponde grossomodo al centro storico della città di Pozzuoli. Nel dettaglio, il suolo puteolano continua a sollevarsi al ritmo di 7 mm al mese nell’area di massimo sollevamento, corrispondente al Rione Terra. Qui la terra è salita di circa 57,5 cm al mese da gennaio 2011, di cui circa 22 cm da gennaio 2017. Nei pressi dell’Accademia Aeronautica il sollevamento ha raggiunto quota 46,5 cm, mentre nei pressi della Solfatara siamo a quota 41 cm. La zona del cimitero è invece salita di circa 33,5 cm da gennaio 2011.

La temperatura della fumarola principale di Pisciarelli (versante esterno nord-orientale della Solfatara) ha mantenuto una temperatura costante di circa 95 gradi centigradi, in linea con i trend pluriennali già identificati dagli scienziati dell’Osservatorio Vesuviano negli anni precedenti. Ricordiamo che le piogge incessanti di inizio mese avevano determinato anche un brusco abbassamento della temperatura della fumarola, che adesso è tornata ai valori soliti.