Bradisismo Flegreo il bollettino di oggi dell’Osservatorio Vesuviano
adv

Dopo l’ultimo sciame sismico, ecco i dati del bollettino di sorveglianza del bradisismo flegreo, emesso oggi dall’Osservatorio Vesuviano

L’ultima settimana ha segnato un momento importante nella recente evoluzione del bradisismo flegreo. Negli ultimi sette giorni, difatti, l’attività sismica è stata particolarmente vivace ed ha dato luogo al terremoto più intenso dal 2005, anno in cui il suolo flegreo ha ripreso a salire.

Sull’attuale evoluzione del bradisismo di Pozzuoli si sono già espressi in questi giorni gli esperti dell’Osservatorio Vesuviano. Gli scienziati hanno tentato di rassicurare la popolazione dei Comuni ricadenti nella zona rossa, quella di maggior pericolo sismico e vulcanico. I recenti eventi sismici rientrano nella casistica di quelli possibili nell’attuale fase di allerta gialla dei Campi Flegrei. L’Osservatorio Vesuviano continua l’attento monitoraggio delle condizioni del sottosuolo flegreo con tutte le tecnologie a disposizione. Ad oggi “non si ravvisano elementi tali da suggerire evoluzioni significative a breve termine”.

Attraverso l’ultimo bollettino di sorveglianza emesso oggi dall’Osservatorio Vesuviano, relativo al periodo compreso tra il 3 ed il 10 dicembre 2019, vediamo tutti i dati relativi all’ultima settimana del bradisismo flegreo.

Bradisismo Flegreo: il bollettino dell’Osservatorio Vesuviano di oggi 10 dicembre 2019

Nell’ultima settimana nei Campi Flegrei si sono verificate 80 scosse di terremoto. Si tratta di un dato sensibilmente più alto di quello mediamente registrato negli ultimi anni. Tuttavia, questi numeri impallidiscono se paragonati a quelli dell’ultima crisi del bradisismo. Basti pensare che nei giorni peggiori del periodo 1982-84 i sismografi registravano anche 500 scosse al giorno.

Quasi la metà degli 80 terremoti totali dell’ultima settimana si sono concentrati nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre, con uno sciame di 34 terremoti registrati in due ore e mezza. Tra questi la scossa più forte, registrata alle ore 1:17 del 6 dicembre, che ha seminato il panico tra la popolazione flegrea. L’intensità della scossa è stata ricalcolata e portata a magnitudo 3.1 dai 2.8 iniziali. Epicentro nella zona di Pisciarelli – Solfatara. Si è trattato di un evento superficiale, con ipocentro profondo appena 2.3 Km, caratteristica questa dei terremoti legati al bradisismo flegreo. Ricordiamo, difatti, che i terremoti flegrei sono tutti superficiali perché a profondità superiori ai 4 Km c’è il magma. D’altra parte, gli eventi superficiali vengono avvertiti con maggiore violenza nelle zone prossime all’epicentro, perché scaricano la loro energia su un’area più ristretta rispetto ai terremoti più profondi.

Le altre scosse registrate durante gli ultimi sette giorni sono state per lo più di carattere strumentale e non sono state avvertite dalla popolazione.

La terra flegrea continua a salire

La fase di sollevamento del suolo flegreo continua al ritmo medio di 7 mm al mese. Il sollevamento totale del suolo da gennaio 2011 è di 58 cm nell’area di massimo sollevamento, corrispondente al Rione Terra di Pozzuoli. Se consideriamo invece solo gli ultimi tre anni, siamo a quota 22,5 cm da gennaio 2017.

I flussi di anidride carbonica al suolo non hanno invece mostrato variazioni significative. La fumarola principale di Pisciarelli, la cui temperatura era stata sensibilmente abbassata dalle forti piogge di novembre (leggi qui), è adesso tornata ai valori soliti, con un valore medio di circa 112 gradi centigradi.