Brawl Stars, ecco la nostra recensione
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Scopriamo insieme Brawl Stars, la nuova fatica di Supercell dopo i successi di Clash of Clans e Clash Royale

 

Che in casa Supercell siano dei fenomeni a sfornare successi uno dietro l’altro non lo scopriamo certo noi, a parlar chiaro sono i numeri impressionanti dei vari Clash of Clans e Clash Royale. Ripetersi, però, non è mai una missione facile e richiede una grande capacità di rinnovarsi pur restando fedeli al proprio stile. Riuscirà, dunque, questo Brawl Stars a restare sulla scia dei suoi illustri predecessori?

Che cos’è Brawl Stars?

Parlando di Brawl Stars il genere a cui dobbiamo far riferimento è sicuramente il MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), seppur in una forma parecchio snellita e semplificata in modo tale da non risultare ostico a quei casual gamers che sono, di fatto, la più grossa fetta del pubblico di Supercell. Quello che ci troviamo davanti è, dunque, uno shooter in terza persona da giocare online in multiplayer, scegliendo tra le varie modalità proposte. Le modalità, appunto: abbiamo Arraffagemme, durante la quale dovremo raccogliere e difendere dalla squadra avversaria il massimo numero di pietre preziose; Rapina, deathmatch a squadre 3vs3 in cui a vincere è chi effettua il più alto numero di uccisioni; Sopravvivenza, una vera e propria battle royale in cui dieci giocatori si affrontano in una sfida all’ultimo sangue in una mappa che va restringendosi. Menzione speciale per la modalità Footbrawl, divertente variante pseudo-calcistica nella quale dovremo mandare in rete una palla difendendola dagli attacchi degli avversari.

Pregi e difetti

Dopo qualche ora di gioco ininterrotto non possiamo che promuovere questo Brawl Stars: lo stile delle produzioni Supercell è inconfondibile e mantiene tutti i suoi aspetti positivi, dallo stile coloratissimo e cartoonesco ad un comparto tecnico di tutto rispetto, con animazioni fluide ed un’esperienza di gioco, in generale, più che soddisfacente. Qualche neo, ovviamente, c’è. Rispetto ad un gioco dall’impostazione statica come Clash Royale, ad esempio, Brawl Stars soffre la collocazione dei pad virtuali che, chiamandoci a tenere sempre in movimento entrambi i pollici, rischiano di coprire buona parte del campo di gioco, penalizzando non poco la visuale del giocatore. Una, prevedibile, menzione in negativo la merita anche l’impostazione freemium del gioco che, proprio come i suoi illustri predecessori, è usufruibile del tutto gratuitamente ma offre, comunque, la possibilità di fare acquisti in-game che facilitino i progressi. La differenza tra chi paga e chi si accontenta è, infatti, poco palpabile nelle fasi iniziali, ma diventa sempre più evidente una volta giunti ai livelli più alti, rischiando di annoiare. Un difetto che, comunque, non ha impedito ai vari Clash of Clans e Clash Royale di restare dopo anni ancora sulla cresta dell’onda e che, quindi, difficilmente stavolta rappresenterà un limite. D’altronde, si sa, il business è business e, concedendo il gioco gratuitamente e senza fastidiose pubblicità, i ricavi da qualche parte dovranno pur entrare. Tutto sommato, per ora, può andar bene così.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.