Brexit senza vie d'uscita o forse no
Brexit senza vie d'uscita o forse no
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Il 29 marzo 2019, ultimo giorno della Gran Bretagna nell’Unione Europea, sta per giungere senza un accordo condiviso tra le parti. Forse l’EFTA potrebbe risolvere la situazione

I vertici dell’Unione Europea, sparsi tra Bruxelles e Strasburgo, e della Gran Bretagna sono nel panico, a causa delle conseguenze che avrà la Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

Effetti non solo sull’economia ma anche geopolitici, con i fronti caldi costituiti dallo status di Gibilterra, dal confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda e dalle basi britanniche ubicate a Cipro.

Una situazione senza un’apparente via d’uscita, o forse no? Riteniamo che l’EFTA (European Free Trade Association) potrebbe risolvere l’impasse attuale.

Vediamo come.

EFTA – European Free Trade Association

L’EFTA, in italiano Associazione Europea di Libero Scambio (AELS), è un’organizzazione interstatale che persegue l’integrazione economica e il libero commercio e tra gli stati afferenti.

L’accordo istitutivo (Convenzione di Stoccolma) dell’EFTA avvenne il 4 gennaio del 1960, mentre l’entrata in vigore del trattato avvenne il 3 maggio dello stesso anno.

I Paesi fondatori furono sette: Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svezia e Svizzera. Motore dell’iniziativa fu proprio Londra non essendo ancora interessata ad entrare nell’allora CEE (Comunità Economica Europea), antesignana dell’Unione Europea.

Logo dell'EFTA-AELE (Fonte Wikipedia)
Logo dell’EFTA-AELE (Fonte Wikipedia)

Riunì così diverse nazioni a lei legate commercialmente e non interessate ad entrare nella CEE.

La sede principale dell’EFTA è in Svizzera, a Ginevra. Uffici secondari si trovano nel Lussemburgo e in Belgio, a Bruxelles.

Nel corso del tempo ci sono stati nuovi paesi membri e altri sono usciti, causa adesione dell’Unione Europea. Ad esempio, la Gran Bretagna nel 1972 scelse di associarsi alla CEE.

L’EFTA e l’UE

L’EFTA, a partire dal 1992, partecipa al SEE (Spazio Economico Europeo). Non solo, dal 1994 esiste un unico mercato unico integrato, frutto della riunione dei mercati UE e AELS.

Di questo mercato unico integrato fanno parte tutti gli stati afferenti alle due organizzazioni sovranazionali europee.

Soltanto la Svizzera, dopo il referendum popolare del 1992, ha deciso di non prendere parte allo spazio economico europeo integrato.

Situazione attuale e Brexit

Attualmente, i paesi membri dell’AELS sono: l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la Svizzera.

Nel giugno del 2016, la Norvegia ha reso pubblico il suo scetticismo di fronte alla possibilità di riammettere Londra nell’EFTA.

Nonostante ciò, dal 2016 la situazione è notevolmente cambiata. Mantenere la Gran Bretagna legata in qualche modo all’Europa, per esempio tramite l’AELS sarebbe un successo per tutti.

Tramite l’EFTA la Gran Bretagna potrebbe entrare nello spazio economico europeo integrato.

Staremo a vedere.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.