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Questo videogioco VR sfrutterà i dati biometrici per mantenere la tensione emotiva sempre ai massimi livelli.

Bring to light, ideato da Keith Makse, CEO della Red Meat Games, promette a tutti gli appassionati di videogiochi attimi di puro terrore. Messo in commercio lo scorso luglio, non a caso di venerdì 13, esso è stato progettato con lo scopo di portare i giocatori fino ai propri limiti utilizzando un sensore biometrico. Il videogioco collegato ad un cardiofrequenzimetro registrerà i battiti cardiaci e sarà in grado di spaventare il giocatore non appena questo si rilassa.

Come si sviluppa il gioco

Il gioco è ambientato nelle gallerie di una metropolitana infestata da mostri: la classica ambientazione horror. Ciò che rende questo gameplay unico nel suo genere è il fatto che le informazioni registrate dal cardiofrequenzimetro verranno analizzate da un’Intelligenza Artificiale che adatterà il  videogioco alla frequenza cardiaca del giocatore. Quando, durante la partita, il battito diminuisce, la I.A. attiverà l’effetto “creep”: improvvisamente comparirà qualcosa che striscerà verso il giocatore o si sentiranno dei rumori sinistri. Secondo Makse, “Tutto questo si riflette molto rapidamente sul battito cardiaco”.

Quali sensori biometrici sono compatibili

Il giocatore dovrà acquistare separatamente il cardiofrequenzimetro e per il momento avrà a disposizione solo due opzioni: il Scosche Rhythm o il Polar H10. Molti penseranno che sia uno spreco acquistare un sensore biometrico solo per un singolo gioco. In realtà, Keith Makse è convinto che Bring to light sia solo il primo game nel suo genere ma non l’ultimo, in quanto tanti altri sviluppatori sfrutteranno i dati biometrici per migliorare l’esperienza virtuale. Non è da escludersi che in futuro i produttori di smartwatch adeguino i loro dispositivi affinché possano interfacciarsi con la realtà virtuale.

È lecito però porsi un paio di interrogativi: quanto questi videogiochi possono estraniare una persona dalla realtà e quanto sia necessario trasformare un’opportunità di svago e quindi di relax in momenti di puro terrore?

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.