Genitori no-vax minacciano le maestre delle scuole materne di Brisighella e Faenza, colpevoli di non poter accettare bambini non vaccinati
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Genitori no-vax minacciano le maestre delle scuole materne di Brisighella e Faenza, colpevoli di non poter accettare bambini non vaccinati

Del decreto-legge Lorenzin si è discusso e, ancora, si discuterà tanto. Particolarmente agguerriti sull’argomento sono i genitori di quei bambini che, secondo la nuova legge sull’obbligo vaccinale, dal 10 marzo di quest’anno non avrebbero più dovuto essere ammessi nelle scuole (pur senza perdere l’iscrizione) prima di essersi messi in regola con le vaccinazioni obbligatorie. Un provvedimento che, ai genitori no-vax, proprio non va giù. A farne le spese, spesso, sono gli insegnanti, che si trovano a dover fronteggiare le proteste di chi, di obbligo, non vuol proprio sentir parlare. In alcuni casi, però, dalle proteste si rischia di passare a qualcosa di peggio: è il caso di quanto accaduto a Brisighella e a Faenza, in provincia di Ravenna.

No-vax, dalle proteste alle intimidazioni

Insulti, minacce, intimidazioni: questo è quanto hanno dovuto subire le maestre di alcune scuole materne del ravennate, a Brisighella e Faenza. Oggetto del malcontento dei genitori in questione è stato l’ultimo invito a mettersi in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge Lorenzin, senza le quali ai bambini sarebbe stata impedita la frequenza scolastica. Si tratta, nella fattispecie, dei genitori di nove bambini (tre a Brisighella, sei a Faenza). Il modo di agire è praticamente sempre lo stesso: i bambini (di età compresa tra i 4 e i 5 anni) vengono lasciati all’interno degli istituti (le maestre, a quel punto, sono impossibilitate a respingerli, onde evitare la denuncia per abbandono di minore); alle insegnanti, invece, toccano minacce e insulti proferiti in pubblico, davanti ai bambini stessi. I genitori coinvolti, accompagnati da esponenti del comitato “Articolo 32 Libertà e salute”, si sono poi spesso introdotti all’interno degli edifici, fotografando e registrando le maestre ritenute colpevoli.

Il disappunto della preside

Non ci sta Paola Fiorentini, preside degli istituti interessati dalla vicenda. “Come dirigente statale e soprattutto come cittadino italiano rispettoso delle leggi, mi chiedo se è possibile offendere delle lavoratrici che applicano la legge. Mi chiedo anche se ha senso proporre ai ragazzi lezioni contro il bullismo quando la scuola è vittima di questi gravi episodi di bullismo, senza rispetto dei lavoratori, degli altri genitori e soprattutto dei bambini che vivono in un’atmosfera minacciosa, per non parlare della totale mancanza di rispetto per coloro che per vari motivi sono immuno-depressi e quindi si trovano esposti a pericoli per il totale egoismo di pochi facinorosi” spiega la dirigente, che poi prosegue: “Devo far rispettare una legge varata dal precedente governo e confermata dall’attuale. Non entro nel merito, ma a partire dal 10 marzo è fatto divieto di frequenza ai bambini non vaccinati, pur mantenendo l’iscrizione e il permesso di rientro una volta presentata la necessaria documentazione. (…) Gli stranieri che non avevano capito bene cosa presentare si sono messi in regola subito, sono invece rimasti nove casi inadempienti”. Una presa di posizione netta, da parte della preside, a difesa delle proprie dipendenti. La battaglia tra insegnanti e no-vax, intanto, sembra ancora lontana dal giungere ad una conclusione, tanto che una delle maestre minacciata è arrivata, in lacrime, ad allertare le forze dell’ordine.

Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.