Bungie ed Activision: divorzio improvviso
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Si interrompe con un anno d’anticipo il rapporto tra Bungie ed Activision: rottura prevedibile? E quale futuro attende i creatori di Destiny?

 

Ci sono matrimoni la cui rottura, nonostante desti scalpore al momento dell’annuncio per il valore assoluto della notizia, non è poi un fatto così inatteso. Sembra proprio essere questo, dunque, il caso della fine del sodalizio tra Bungie ed Activision: era ormai palese, infatti, che tra il publisher californiano e la software house di Halo e Destiny non scorresse più buon sangue. Ma quali sono le motivazioni che hanno portato a questa rottura? E, soprattutto, quali scenari si prospettano ora per Bungie e le sue creature?

L’insofferenza di Bungie

Che la gestione di Activision non fosse molto apprezzata dal pubblico era evidente già da anni, quando il primo capitolo di Destiny, nonostante un inizio col botto, cominciò a palesare una certa mancanza di contenuti validi. Le varie espansioni non migliorarono la situazione che, anzi, continuò a precipitare all’uscita di Destiny 2. Il secondo capitolo della saga di Bungie fu, infatti, accolto tutt’altro che positivamente dagli utenti e dalla stampa; l’espansione I Rinnegati sembrò sistemare un po’ le cose, ma non abbastanza da risollevare del tutto le sorti del gioco. Tutti problemi che, a quanto pare, erano legati a doppio filo al rapporto non proprio idilliaco tra Bungie ed Activision, con la prima che mal sopportava le continue ingerenze del publisher e, probabilmente, la continua ricerca di vie di guadagno alternative alla vendita stessa del gioco. Frizioni che si sono fatte sempre più forti, fino a portare a questa conclusione anticipata del sodalizio iniziato nel 2010 con l’intenzione di creare un’altra saga storica al pari di Halo: obbiettivo, ad oggi, tutt’altro che riuscito. Voci di corridoio, intanto, parlano di dipendenti di Bungie che, alla notizia della separazione, avrebbero festeggiato stappando spumante…

Il futuro di Bungie secondo gli analisti

Le prime analisi non hanno, ovviamente, tardato ad arrivare. Gli esperti parlano di un brutto colpo per Activision, le cui azioni sono calate vertiginosamente una volta ufficializzata la notizia della rottura: gli azionisti, dunque, non si fidano e prevedono un sensibile calo delle vendite. Prospettive decisamente migliori, invece, per Bungie: la software house con sede a Washington manterrà ogni diritto sull’ip di Destiny (che, per inciso, continuerà ad essere supportato da Activision su Battle.net), per cui i progetti a breve termine risultano praticamente invariati. Si parla, inoltre, di un terzo capitolo della popolarissima saga sparatutto già in via di sviluppo. Destiny a parte, comunque, nei mesi scorsi Bungie ha già firmato un accordo da 100 milioni con la cinese NetEase per lo sviluppo di un nuovo progetto, il cui titolo dovrebbe essere Matter, marchio già registrato da Microsoft nel 2012 e poi abbandonato una volta ufficializzato l’accordo tra Bungie ed Activision. Se, dunque, come spesso accade alla fine di una relazione, c’è chi lascia e chi viene lasciato, sembra non ci sia alcun dubbio su chi si trovi nella situazione di forza nell’ambito della rottura tra i creatori di Destiny ed Activision. I ragazzi di Bungie, d’altronde, diedero già una grossa dimostrazione di forza cadendo agilmente in piedi dopo l’abbandono di Microsoft. Le condizioni per ripetersi dovrebbero esserci tutte: chi vivrà, vedrà.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.