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Nessun senso di colpa o pericolo, gli amanti del caffè sono salvi; un rimedio per corpo e mente

È la bevanda più consumata e amata in tutto il mondo, ma i dogmi relativi ai suoi effetti sono sempre stati poco chiari. Oggi però sembra cambiare tutto, lo dimostra uno studio condotto dal Maria Pia Hospital di Torino.

L’indagine

Da che mondo è mondo, si sa, rinunciare al caffè è davvero difficile. Che sia per abitudine, che sia per passione o per ritagliarsi una piccola pausa tra un impegno e un altro, il caffè è davvero una consuetudine per tutti. Ma se i più continuano a pensare che come abitudine non sia propriamente sana, oggi è il momento di smentire. Lo conferma Sebastiano Marra, direttore del dipartimento cardiovascolare dell’ospedale di Torino e co-presidente delle giornate cardiologiche tenutesi nel capoluogo piemontese. L’indagine è stata condotta per 8 lunghi anni, raccogliendo le testimonianze di circa 13 mila persone in diverse città e i risultati che ne sono emersi hanno risolto diversi tabù.

I risultati

Agli intervistati, consumatori abituali di caffè, è stato chiesto se soffrissero di colesterolo, glicemia o pressione alta. Ulteriori dati riguardavano lo stile di vita, in particolar modo disturbi del sonno, ansia e vita sedentaria. I dati ottenuti hanno rivelato, innanzitutto, che la stragrande maggioranza di consumatori beve in media 2 tazzine al giorno. Solo il 35% circa, arriva fino ad un massimo di 5 tazzine. Ma i risultati sorprendenti dimostrano che, i consumatori più appassionati, sono meno ansiosi e meno propensi a disturbi di varia natura, come affanno, stanchezza, insonnia.

E, soprattutto, i risultati migliori si ottengono a livello psichico: più senso di appagamento e positività. “L’idea dell’indagine mi è venuta dopo l’uscita di due grossi studi, uno americano e uno europeo, in cui si dice che chi beve caffè presenta un 10 per cento in meno di rischio di morte, sia causato da neoplasie o da patologie cardiovascolari. Una conseguenza legata all’effetto antinfiammatorio e delle sostanze antiossidanti contenute nel chicco del caffè“. Queste le parole del cardiologo.