call of ctulhu su Nintendo Switch
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I miti di Lovecraft rivivono su Nintendo Switch. Call of Chtulhu vi seguirà ovunque

La mitologia creata da H. P. Lovecraft si arricchisce con il passaggio del videogame (sviluppato dalla francese Cyanide SA) a Nintendo Switch. I fan di tutto il mondo del bardo di Providence potranno giocare a Call of Chtulhu, finalmente, non solo davanti alla Playstation 4, al PC e alla Xbox One ma ovunque vorranno tramite la console ibrida di casa Nintendo. Da ieri, 9 ottobre 2019 per essere precisi, è possibile acquistarlo proprio come vi avevamo già informato.

Come ci è sembrato

Il passaggio non è stato traumatico come in altre occasioni. Il gioco non ha subito cambiamenti notevoli, unica pecca riguarda la grafica, la quale vista nei dettagli non è delle migliori. Come sulla PlayStation, anche qui ritroviamo il problema del caricamento prolungato, che alla lunga stanca un poco. Il protagonista, il veterano di guerra e investigatore privato Edward Pierce, riesce ad avere un’interazione perfetta con gli altri personaggi, fatto importantissimo per un gioco di ruolo come questo.

Trama di Call of Chtulhu

Siamo nel 1924 e il gioco inizia a Boston dove Pierce vive. Viene assunto per svolgere un’indagine privata in un piccolo e misterioso villaggio di pescatori balene, Darkwater (un nome, un programma). Dovrà capire come sono morti, a causa di un grave incendio, i membri della famiglia Hawkins. Sin dall’inizio l’ombra di Lovecraft è presente tramite i rimandi ai suoi racconti (La maschera di Innsmouth su tutti) e alla mitologia che gira attorno a Cthulhu, ai Grandi Antichi e agli Dei Esterni.

Il videogame, ricalcando le storie dello scrittore di Providence, ha pochi combattimenti, basandosi principalmente sulla ricerca e l’indagine in un mondo fatto di tenebre e di oscurità.

Non ci resta, ora, che augurarvi una buona partita.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.